Bellodi: il mio nuovo libro in quaratena

Il carpigiano Marcello Bellodi, titolare di La dispensa di Mami ha deciso di autopubblicare il suo secondo romanzo intitolato Oltre i confini. “Erano anni che ci lavoravo e ho pensato che questo fosse il momento giusto per condividerlo”.

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Marcello Bellodi

Nel 2012, l’anno del terremoto per noi emiliani, Marcello Bellodi, commerciante titolare di La Dispensa di Mami, pubblicava il suo primo libro e, ora, a distanza di 8 anni, nell’anno della pandemia mondiale, ha autopubblicato in versione e-book il suo secondo romanzo intitolato Oltre i confini: una storia di misteriose scomparse e di presenze extraterrestri.

Dopo aver covato la storia per alcuni anni la molla che ha spinto Marcello a farla uscire proprio in questo momento è stata la quarantena e l’esigenza di condividere qualcosa di sé con gli altri.

“L’e-book – racconta Marcello – mi è sembrato lo strumento ideale per questa fase della nostra vita, perchè è consultabile sia da reader che da tablet e smartphone”.

La trama si snoda in due diversi decenni ed è narrata con stile quasi giornalistico. Nel 1977 un vecchio pescatore viene trovato morto a bordo della sua barca in circostanze misteriose. Dopo 12 anni, nello stesso paese sulle rive del Lago di Garda, un bambino scompare senza lasciare traccia.

Ecco allora che partono le indagini in cui si intrecciano i destini di un aspirante scrittore, una giovane reporter e un giornalista frustrato, tutti coinvolti nella ricerca della verità che si rivela collegata agli alieni, di cui Bellodi parla attraverso la testimonianze dei protagonisti.

Un incontro ravvicinato con gli ufo assai diverso da quelli che la fantascienza ci ha proposto, che non fornisce spiegazioni né cerca conclusioni logiche, e nel quale l’uomo si riscopre piccolo e vulnerabile di fronte al cosmo e ad altre forme di intelligenza.

Come è nata l’idea per questo nuovo romanzo e a chi ti sei ispirato per i protagonisti della storia?

“L’idea è nata anni fa guardando la trasmissione televisiva Chi l’ha visto? in cui si ricostruiva la vicenda di alcune persone scomparse e di presunti avvistamenti di ufo connessi alla loro sparizione. I miei personaggi sono ispirati a cliché cinematografici di film che hanno segnato il mio immaginario”.

Sei sempre stato appassionato di Ufologia? Cosa ti ha spinto a fare ricerche in questo campo?

“Non sono un appassionato di ufologia ma ci credo. Guardo il cielo sperando di scorgere un disco volante, ma sono anche convinto che non saremmo assolutamente pronti per un incontro ravvicinato con altre forme di vita. Mi piace molto la fantascienza e sono un fan della saga di Star Wars”.

Per professione vendi vini e generi alimentari. In che modo la scrittura potrebbe intrecciarsi con il tuo lavoro?

“Attualmente la passione per la gastronomia e i vini e quella per la scrittura viaggiano su due binari separati, ma mi piacerebbe un giorno poter coniugare la cucina con un intreccio narrativo interessante. Chissà…”.

Come stai trascorrendo la quarantena e come ti immagini il dopo?

“La sto vivendo lavorando, servendo quelle attività che sono rimaste aperte e cercando di farmi venire idee interessanti per il futuro. Poi in famiglia con i miei figli e mia moglie. Leggo, guardo serie tv e cucino. Credo che, sotto certi aspetti, la quarantena mi mancherà. Non sono un grande amante delle folle e della fretta. Mi piace il silenzio che si sente alla sera, vedere il cielo libero dagli aerei e sapere che l’inquinamento è fortemente diminuito. Dopo la creazione dello slow-food credo sia arrivato il momento di approcciarci alla slow-life cercando di considerarla un’opportunità”.

Se dovessi scrivere un libro sulla pandemia da Coronavirus l’incipit come sarebbe?

“L’alba del giorno dopo era stata la più splendente, quella che aveva seguito la notte più buia, ma l’umanità non l’aveva vista. Gli occhi erano fissi sullo schermo del nuovo modello di Smartphone”.

Il romanzo è in vendita su Amazon.

Chiara Sorrentino