Il Presidio Libera non si ferma, perché le mafie non dormono mai

“Apriremo una rubrica in cui consiglieremo alcuni film e letture sul tema, sperando che possano essere uno stimolo a non abbassare la guardia”, spiega Paolo Lodi, tra i membri storici del Presidio.

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Sono mesi difficili e tutti si stanno ingegnando per continuare a rimanere in contatto nonostante le necessarie misure di distanziamento sociale: il Presidio Libera Peppe Tizian di Carpi non si rassegna all’inevitabile stop delle proprie attività e propone modalità alternative utilizzando la propria pagina Facebook. Come già accaduto con la crisi economica, col terremoto del 2012 e, in generale, in ogni momento difficile, le mafie non stanno a guardare, ma da piante parassitarie quali sono, tentano in ogni modo di approfittare dei momenti di crisi: anche in questo caso il rischio è, tra gli altri, quello che la criminalità organizzata, a cui non mancano mai capitali di derivazione illecita da investire nell’economia per ‘ripulirli’, si proponga come fonte di credito agevolato per le imprese, poste in seria difficoltà a causa del prolungarsi delle chiusure causa COVID-19. Tutte le indagini hanno però dimostrato che, una volta messo un piede all’interno, la mafia non esce più dall’azienda, la svuota dall’interno divenendone, in realtà, la vera proprietaria, anche se l’imprenditore ne rimane nominalmente titolare. “Riteniamo necessario continuare a tenervi aggiornati e a dare spazio, anche e forse soprattutto in questo momento, al grosso problema delle mafie che continua ad investire il nostro paese”: spiegano i volontari del presidio. “Apriremo una rubrica in cui consiglieremo alcuni film e letture sul tema, sperando che possano essere uno stimolo a non abbassare la guardia. Stiamo inoltre organizzando una videoconferenza in collaborazione con lo Spazio Giovani Mac’è e altre associazioni e movimenti carpigiani”. Momento particolarmente doloroso per i membri del Presidio e non solo è stato il 21 marzo, giorno in cui ogni anno si celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, e che quest’anno non ha potuto consentire le consuete celebrazioni collettive. “Pur se celebrato intimamente con grande emozione – spiega Paolo Lodi, tra i membri storici del Presidio – ci è mancato tanto, soprattutto per la possibilità di offrire una concreta e visibile testimonianza di vicinanza ai familiari delle vittime e per la mancata possibilità di avvicinare quante più persone ai valori e ai sentimenti che ci guidano, spesso ispirati dall’esempio delle troppe vittime innocenti di mafia. Ci rincuora sapere che la giornata di memoria collettiva verrà recuperata a ottobre, compatibilmente con le misure dettate dall’emergenza sanitaria. In merito alla  possibilità che le organizzazioni malavitose tentino di sfruttare a loro favore questa situazione,  i timori sono forti: è nota purtroppo la loro capacita di sfruttare le debolezze sia umane che economiche, la loro disponibilità di denaro proveniente dal crimine e da ulteriore sfruttamento. Personalmente spero che la necessità di ripresa economica,  che dovrà basarsi anche su tempestivi e massicci interventi e investimenti pubblici, non possa mai essere utilizzata come alibi per eludere i controlli, come purtroppo già qualcuno ha ipotizzato”.

Marcello Marchesini