Ospedale Ramazzini: qual è la situazione?

L’ultimo dato disponibile sullo stato di salute degli operatori del Ramazzini risale al 24 marzo quando l’Azienda Usl aveva messo nero su bianco le positività accertate: 48. Da allora più nulla e non certo perché i contagi tra medici, infermieri e Oss si siano arrestati: con l’avvio della campagna di screening mediante test sierologici, qualche operatore asintomatico ma positivo è infatti già stato rilevato e dunque allontanato dal lavoro. Quanti sono? L’interrogativo resta inevaso.

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Dispiace doverlo ammettere ancora una volta ma allo stato attuale è pressoché impossibile ricevere informazioni precise relativamente allo stato di salute dell’Ospedale di Carpi. L’ultimo dato disponibile risale al 24 marzo quando, dopo il tam tam mediatico, l’Azienda Usl, messa alle strette, aveva aggiornato tramite un comunicato stampa, peraltro alquanto stizzito, il numero di positività accertate tra gli operatori in forze all’Ospedale Ramazzini: 48.

Da allora più nulla e non certo perché i contagi tra medici, infermieri e Oss si siano arrestati: con l’avvio della campagna di screening mediante test sierologici (i quali, lo ricordiamo, permettono di verificare l’eventuale presenza e il tipo di anticorpi nell’organismo, e quindi di sapere se la persona sia entrata in contatto col virus), qualche operatore asintomatico ma positivo è già stato rilevato e dunque allontanato dal lavoro. Quanti sono? Impossibile saperlo.

A fornire qualche elemento in più sull’avvio dei test è stato il direttore dell’Ausl di Modena, Antonio Brambilla, nel corso della Conferenza sociale sanitaria convocata, e mi pare opportuno sottolinearlo, su sollecitazione dei sindacati, preoccupati dalle condizioni, in alcuni casi drammatiche, in cui versano le Cra – Case residenze per anziani della provincia di Modena.

“All’8 aprile – ha detto il direttore – sono stati eseguiti 1.564 test tra personale Ausl e Cra e refertati 1.251: risultano 17 positivi alle IgM (1,3 per cento) che indicano che potrebbe essere in corso la malattia. Sia questi che gli eventuali positivi alle IgG (58 tra Ausl e Cra) vengono comunque sottoposti a tampone rinofaringeo: è unicamente questa infatti la cartina al tornasole per individuare e isolare persone asintomatiche ma potenzialmente contagiose”.

Dove siano state registrate tali positività non è dato sapere.

Sono forse concentrate tutte in una medesima struttura ospedaliera o in una sola casa residenza per anziani? O, al contrario, sono singoli casi disseminati in tutta le rete ospedaliera e socio assistenziale della Provincia di Modena?

Di certo avere a disposizione qualche elemento in più sarebbe utile per meglio comprendere se allo stato attuale vi sono ancora focolai di infezione nei luoghi di cura oppure no. L’interrogativo resta ovviamente inevaso.

Brambilla parlando ai sindaci in conferenza ha poi messo in evidenza come i dati mostrino un “significativo miglioramento, pur in una situazione complessiva che necessita di tenere alta l’attenzione, sia dal punto di vista del sistema sanitario sia per quanto concerne le norme che ciascun cittadino è tenuto a rispettare, al fine di evitare il contagio”.

Ripercorrendo l’andamento dell’epidemia, il direttore ha spiegato come che “dal picco del 19 e 20 marzo con 113 accessi ai pronto soccorso per polmonite, di cui la metà ricoverati, si è passati ai 42 dell’8 aprile, di cui 24 ricoverati; il totale dei ricoverati negli ospedali è passato dai 528 del 29 marzo ai 375 attuali di cui 74 in terapia intensiva (erano 103 il 29 marzo)”.

Ma dove avvengono i nuovi contagi? “Circa la metà – ha aggiunto Brambilla – avviene in ambito familiare laddove è presente un altro paziente positivo”.

L’altra metà, ma questo lo aggiungiamo noi, avviene nelle case residenza per anziani, basti pensare che su 52 strutture accreditate, quelle interessate da casi positivi sono 16. Sono 282 gli ospiti malati e scaturiti da 508 tamponi eseguiti. Gli anziani uccisi dal virus sono già 58 e tra le perdite si conta anche quella di Anna Caracciolo, l’operatrice di appena 36 anni di di Villa Margherita, mentre gli operatori covid positivi sono 95, con 177 tamponi eseguiti (dati al 7 aprile).

E se il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, ha ribadito come, in particolare sul tema delle “dimissioni ospedaliere protette, in una fase cruciale come questa, non si debba abbassare la guardia”, Luigi Tollari (Uil) ha aggiunto come sulle Cra vi sia “stata una sottovalutazione iniziale”. E a pagarne le spese sono i più fragili tra i fragili: grandi anziani, spesso allettati e con un quadro clinico multipatologico e cronicizzato. Insomma, le vittime preferenziali del covid-19.

Jessica Bianchi