Corre il pericolo su viale De Amicis

Cosa succederà se la Ztl verrà ampliata in centro storico e in via Niccolò Biondo verrà istituito il senso unico scaricando il traffico su via Alghisi? Le ripercussioni su viale De Amicis saranno inevitabili e occorre prevedere quali saranno per riconfigurare la fisionomia di quel viale.

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Restano gravi le condizioni di F.L., motociclista 19enne carpigiano che, mercoledì 4 dicembre, intorno alle 14, si è scontrato, all’incrocio tra viale De Amicis e via Fontana/Caduti del Lavoro, con un’automobile guidata dal 65enne E.M. residente a Soliera. Il giovane è stato portato in elisoccorso al Maggiore di Bologna dove è tuttora ricoverato.

L’incrocio pavimentato col porfido è praticamente all’ingresso del centro storico dietro le absidi del Duomo: un tratto non certo percorribile ad alta velocità perché estremamente insidioso. Viale De Amicis infatti è un unico rettilineo dall’incrocio con via Ariosto fino a via Volta e i mezzi a due e quattro ruote potrebbero essere tentati di percorrerla a velocità sostenuta ma i pericoli sono tanti a partire dagli incroci con le trasversali poco illuminate per finire con la ciclabile che corre sul marciapiede davanti alle numerose attività e negozi. La commistione di pedoni e ciclisti è già pericolosa di per sé e il traffico veicolare costantemente in aumento non fa che incrementare le occasioni di pericolo.

La presenza, infatti, del parcheggio delle Poste porta inevitabilmente a una concentrazione del traffico di automobilisti alla ricerca di un posto in questa zona del centro e viale De Amicis risulta sempre più inadeguata a sopportarlo anche per la presenza di numerosi pedoni e ciclisti che percorrono la strada e la attraversano in più punti. I post dei lettori sulla pagina Facebook di Tempo sottolineano già una situazione particolarmente problematica: che succederà se la Ztl verrà ampliata in centro storico e in via Niccolò Biondo verrà istituito il senso unico scaricando il traffico su via Alghisi? Le ripercussioni su viale De Amicis saranno inevitabili e occorre prevedere quali saranno per riconfigurare la fisionomia di quel viale.

Sara Gelli