Frida e le altre. Storie di donne, storia di guerra: Fossoli 1944

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I volti delle donne che hanno vissuto la Seconda guerra mondiale e i modi con cui hanno messo in atto forme di resistenza per sé, per i propri cari e per una giusta causa: questo il filo rosso che lega i racconti di Frida e le altre. Storie di donne, storia di guerra: Fossoli 1944.
La mostra, prodotta dalla Fondazione Fossoli nell’ambito del Festival Filosofia, sarà presentata, all’ex Sinagoaga di via Rovighi, venerdì 13 settembre, alle 19.30, alla presenza, tra gli altri, di Roberto Rugiadi, figlio di Frida Misul.
Proprio la vicenda della reduce da Auschwitz, il campo di sterminio a cui fu inviata dopo essere transitata da Fossoli e a cui sopravvisse grazie alle proprie capacità canore, e tra le prime sopravvissute italiane a scrivere e testimoniare pubblicamente sull’esperienza della deportazione, sarà una delle storie narrate dall’esposizione curata da Elisabetta Ruffini, con il progetto grafico e l’allestimento di Dario Carta, visitabile sino a domenica 10 novembre.
La ex-Sinagoga di Carpi si popolerà dunque dei volti e delle vicende passati per il Campo di Fossoli: la prospettiva femminile ricostruisce la storia come tessuto di eventi umani, ponendo al centro la questione della forma da dare al racconto, capace di conservare il passato di cui vogliamo prenderci cura. Dopo la presentazione della mostra, venerdì 13 settembre, alle 20, le sale del Museo Monumento al deportato si popoleranno delle storie di 7 donne, ognuna delle quali porta addosso i segni della reclusione, della sofferenza, ma anche della dignità e del coraggio. A dar loro voce saranno 7 attrici di età diverse che, arrivate a pochi centimetri dagli spettatori, inizieranno a sussurrare, sguardo nello sguardo, mano nella mano, abbraccio nell’abbraccio, parole di coraggio, di paura, di orgoglio, di rassegnazione. Un modo inusuale di visitare il Museo e di ascoltare le lettere delle condannate a morte delle Resistenza, reso possibile dalla performance teatrale Accogli il mio abbraccio, realizzata dal Teatro dell’Argine.