Un asilo a misura di bimbo e di mamma

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Un nuovo asilo per bimbi dai 12 ai 36 mesi sta per aprire i battenti a Carpi, in via Malpighi, 5. Si tratta del nido domestico Les Nounous creato dalla giovane educatrice carpigiana Maddalena Po. Dopo la laurea in Scienze dell’Educazione, Maddalena (27 anni) ha iniziato subito a lavorare in una cooperativa e, in seguito, in una scuola dell’infanzia della nostra città, per poi seguire un corso di perfezionamento in Homework assistant BES per bambini con bisogni educativi speciali che le ha permesso di fare un tirocinio presso il centro Tice live and learn: una cooperativa sociale innovativa che si occupa di servizi, consulenza e ricerca nell’ambito della salute mentale e dell’apprendimento. “Credo tantissimo nel valore dell’educazione sin dai primi anni di vita – racconta Maddalena – in particolare in quello dell’educazione emozionale per vedere, un domani, adulti consapevoli, intraprendenti e responsabili”.

Perché hai sentito l’esigenza di aprire un tuo nido?

“Coltivavo da qualche anno il desiderio di avere un mio nido e, quando la casa dei miei genitori si è svuotata (siamo quattro sorelle e solo la più piccola è ancora in casa), ho preso l’iniziativa di prevenire una loro eventuale “sindrome da nido vuoto” decidendo di riempirla di bambini! Mio padre ha accolto con entusiasmo la mia decisione aiutandomi nel riprogettare le camere e il giardino in funzione del nido domestico. Dopo un iter burocratico complesso, com’è giusto che sia quando si tratta di bambini, da settembre sarà finalmente attivo”.

Cosa lo differenzia da un nido tradizionale?

“Le mamme di oggi hanno la necessità di rientrare presto al lavoro e ho pensato che creare un contesto famigliare e intimo in grado di accogliere i loro bimbi all’interno di un piccolo gruppo potesse rendere più facile il distacco. Inoltre, la presenza di massimo 8 bimbi mi permette di essere più flessibile con gli orari, consentendo anche alle mamme che fanno i turni di portare il bimbo solamente nelle ore in cui ne hanno bisogno. Ho cercato di ricreare contesti di apprendimento simili a quelli che si possono ritrovare in un nido, solamente in una forma più contenuta e accogliente. Credo che un altro valore aggiunto del servizio sia determinato dal rapporto educatrice-bambini: nel mio nido è di 1 a 4 e questo permette ai bimbi di sperimentare, ricercare la propria autonomia e apprendere nuove competenze in un contesto attento e sicuro”.

Da dove deriva la scelta del nome Les Nounous?

“Ho ricercato per diverso tempo un nome che potesse avere un suono dolce, caldo, per poter anticipare alle mamme il clima che avrebbero potuto respirare entrando nel nido. Poi, un giorno, ho pensato che fosse importante mettere in risalto le persone che fanno parte del nido più che la struttura in sé, e così ho deciso di chiamarlo Les Nounous, ovvero tate in francese. Il logo, disposto su due righe, evidenzia la parola Nous, Noi, perché quello che mi aspetto da Les Nounous è che diventi un gigante NOI fatto di tate, famiglie e bambini, basato sulla fiducia e sul sostegno ai bambini in questa preziosissima fase della loro vita”.

Qual è il metodo educativo di les Nounous?

“Les Nounous è composto da due educatrici laureate in Scienze dell’Educazione e da una pedagogista esterna al servizio che interviene nella decisione del progetto pedagogico ed educativo. Il nido pone grande attenzione alle pedagogia naturale e, proprio per questa ragione, oltre alle opportunità che la natura offre spontaneamente ai bambini abbiamo costruito un percorso sensoriale all’aperto e una grande cucina per far fare ai bimbi esperienze significative. Inoltre, il nido collabora con i professionisti di Tice live and learn per quanto riguarda l’attenzione allo sviluppo emotivo e del linguaggio dei bambini, e il supporto psicologico, qualora lo richiedessero, dei genitori”.

Qual è oggi, a tuo parere, l’approccio all’educazione dei figli?

“Credo che le famiglie di oggi siano sempre più attente all’educazione dei propri figli e maggiormente disposte a investire per il loro futuro. I genitori sono attenti, curiosi e vanno alla ricerca dell’asilo migliore. L’unico rischio che possono correre è di lasciarsi influenzare troppo dall’estetica dell’ambiente e da certi effetti speciali costruiti ad hoc dagli asili per fare colpo.

Avere un ambiente bello e curato è importante, così come lo sono gli strumenti e i giochi adeguati, ma senza strafare, perché i bambini possono essere stimolati nella loro intelligenza e creatività anche con cose semplici, mentre è molto più importante il valore relazionale che si instaura tra di loro e con le educatrici, perché permette ai bambini di costruire la propria identità e, al contempo, di imparare l’importanza dell’altro, dell’ascolto, della collaborazione, dell’aiuto e dell’interazione. E’ così che si cresce, proprio come in una famiglia”.

(Per info 3474891675 – email: latatadellemamme@gmail.com).

Chiara Sorrentino

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