Muri vs risorse umane

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Muri vs risorse umane. Da tre campagne elettorali a questa parte la costruzione di un nuovo ospedale in città è al centro del dibattito ma, in casa Pd, a fronte del prolungato silenzio della Regione, alcuni consiglieri hanno deciso di passare al contrattacco, presentando due ordini del giorno per spingere almeno l’Azienda sanitaria a metter mano agli organici, decisamente in sofferenza al Ramazzini. Il primo ordine del giorno, firmato da Mariella Lugli riguarda in particolare il “deficit di personale infermieristico”. Dal confronto con gli altri ospedali della provincia, per quanto riguarda il rapporto posti letto/infermieri, il Ramazzini presenta “il minor numero di infermieri e Oss in servizio. A questo si aggiunge un organico con il 25% di infermieri con un’età anagrafica superiore ai 50 anni”. Una carenza, prosegue il documento, “che si riverbera anche sull’assistenza domiciliare e su tutti i servizi socio-sanitari del distretto”. Oltre ad auspicare  “il potenziamento dell’Ospedale di Carpi”, la Lugli chiede che vengano promosse “tutte le azioni necessarie affinché i professionisti sanitari vedano nel nostro ospedale il luogo nel quale operare, potenziandolo in tecnologie, dotandolo di risorse economiche sufficienti e investimenti adeguati”. Insomma un modo per non lasciarsi sfuggire professionisti capaci, per evitare migrazioni verso poli ospedalieri ben più organizzati e allontanare così lo spettro di un ulteriore depauperamento di risorse del Ramazzini.  L’ordine del giorno chiede quindi al sindaco di farsi valere nelle sedi deputate in modo che “si provveda in tempi brevi a una implementazione del numero degli infermieri e degli Oss operanti al Ramazzini perché in grave ed evidente carenza”. 

Ruggero Consarino e Mariella Lugli hanno poi firmato un secondo Odg relativamente al parto in analgesia, altra nota dolente per il nostro nosocomio legata all’insufficiente dotazione organica di anestesisti. La possibilità di partorire ricorrendo all’epidurale, “dopo lunghi mesi di inadempienze” è ripresa lo scorso “15 marzo grazie alla recente acquisizione di un nuovo anestesista. Appare però chiaro che la garanzia temporale di tale servizio sia demandata al mantenimento dell’organico dei medici anestesisti e che qualunque imprevisto potrebbe comportare nuovamente una interruzione”. 

Eventualità inaccettabile dal momento che il parto epidurale è garantito dai livelli essenziali di assistenza della sanità italiana. Tutte le partorienti in possesso dei requisiti che lo richiedono, infatti, devono poter scegliere come dare alla luce il proprio bambino. Per tutelare tale inalienabile diritto, nell’arco di tutte le 24 ore, nei giorni feriali così come in quelli festivi, Consarino e Lugli invitano il sindaco a richiedere all’Ausl un tempestivo adeguamento “dell’organico del Servizio di Anestesia e Rianimazione del Ramazzini”.

Jessica Bianchi

 

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