Lasciamoci incantare

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Se volete che i vostri figli siano intelligenti leggetegli delle fiabe, se desiderate che siano più intelligenti leggetegli molte fiabe. A sostenerlo era Albert Einstein, uno dei più grandi geni di tutti i tempi e, allora, conviene credergli. Spegnete smartphone e Tv, prendete un libro in mano e iniziate a leggere e a guardare le immagini insieme ai vostri bambini. Ne rimarranno stupiti e incantati. E voi con loro. Dalla dimensione di incanto che solo la lettura delle fiabe può creare, nasce l’idea del laboratorio di animazione alla lettura Incantastorie, in programma, non a caso, a partire dal 20 novembre, data che coincide con La Giornata Mondiale dei Diritti dei bambini, presso la Scuola di Infanzia Andersen. Un’idea nata nell’ambito del progetto L’arte del conoscere – Laboratori per bambini dai 3 ai 6 anni  che coinvolge anche le altre scuole dell’Istituto Comprensivo Carpi 2: Agorà con il laboratorio sulla musica e Pascoli con quello sulla danza. A condurre il laboratorio saranno Lucia Donadio, Chiara Ticini e Monica Morini, attrice, autrice e regista del Teatro dell’Orsa di Reggio Emilia.

Monica, perché leggere le fiabe ai bambini è così importante?

“Sappiamo tutti che le fiabe tranquillizzano, divertono, stupiscono e incantano i bambini. Ma non solo. Le fiabe offrono le chiavi di lettura per interpretare la realtà circostante, tante sfumature con cui colorare il mondo, le relazioni con gli altri bambini e affrontare le sfide. Anche i piccoli in età prescolare possono leggere, e non solo ascoltare, attribuendo alle immagini ogni volta un significato diverso. La fiaba è per il bambino una specie di lampadina che illumina la realtà, che sollecita il loro desiderio di esplorazione e di scoperta, sviluppa la costruzione autonoma di un’immagine del mondo e di se stessi, favorisce la conoscenza di qualcosa di cui non sapevano di aver bisogno, nutre la capacità di dare un nome ai sentimenti, consente l’espressione libera e consapevole delle emozioni, risponde al bisogno di silenzio, di ascolto, di accoglienza reciproca e di un confronto aperto con gli altri”.

Come animerete le storie?

“Tutte le storie che leggeremo sono impostate per essere narrate con qualcuno, perché la narrazione più che mai in questo periodo evolutivo dev’essere un momento di condivisione. I bambini sono chiamati a rispondere, intervenire e partecipare attivamente. Le storie non sono pensate per dare delle risposte ma per spalancare la mente su infinite nuove domande e percorsi. Le fiabe sono un grande allenamento alla vita, leggere e ascoltare storie è vivere la vita in maniera amplificata, nelle sue molteplici situazioni, interpretazioni e possibilità”.

Che ruolo hanno i genitori presenti durante le letture?

“Non sono mai lasciati sullo sfondo. Rotto il ghiaccio è molto bello vederli meravigliarsi perché il loro bambino sta ascoltando oppure perché loro stessi si sono stupiti per l’emozione ricevuta. Il successo è completo se viene avvertita la partecipazione attiva dei genitori e notare nei bambini la gioia di condividere momenti felici con loro”. 

Leggere ai bambini in famiglia: quando iniziare e come farlo?

“Il mio consiglio è di iniziare quando il bambino è ancora in grembo. Alcuni studi hanno dimostrato come il bambino nella pancia della mamma non solo è in grado di riconoscere i suoni, ma anche di ricordarli. Io ho portato la lettura ad alta voce nel Reparto di Neonatologia dove erano ricoverati i neonati prematuri. Il bambino più grave ha aperto le manine e gli occhi e i livelli di saturazione si sono stabilizzati. Questo è l’effetto della voce umana. Dopo la nascita è poi importante guidare il bambino e al tempo stesso farsi guidare da lui nella sperimentazione di vecchie e nuove letture. Un racconto ogni sera prima di addormentarsi soddisfa il bisogno di intimità tra genitore e il bambino, è un momento di coccola e nutrimento reciproco che infonde sicurezza e piacere”.

Un grazie anche alle insegnanti per essersi impegnate per la realizzazione di questo progetto e, in particolare, ad Angela Loschi della sezione 3 anni e Patrizia Bruschi della sezione 5 anni, delle Andersen.

Chiara Sorrentino

 

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