E’ nato il Nucleo specializzato in demenze: i malati nel Distretto di Carpi sono 1.636

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Sono 1.636 le persone affette da demenza registrate nel 2017 tra Carpi, Novi, Soliera e Campogalliano. Numeri drammatici, intrecciati a doppio filo col progressivo e inarrestabile invecchiamento della popolazione, e destinati a crescere “del 10 – 15% all’anno”, ha sottolineato il dottor Andrea Fabbo, direttore dell’Unità operativa complessa Disturbi cognitivi e Demenze dell’Ausl di Modena. Una sfida, la gestione di questi malati, che rappresenta la vera emergenza con cui dovranno misurarsi amministrazioni e sanità. Ed è per tentare di offrire una risposta soprattutto ai casi più problematici, ovvero ai pazienti con gravi disturbi del comportamento e alle loro famiglie, che tra “ottobre e novembre”, assicura Stefania Ascari, direttore del Distretto di Carpi, presso la Casa Residenza per Anziani Il Carpine, “verranno messi a disposizione 18 posti dedicati (di cui otto destinati al ricovero dei pazienti provenienti dal domicilio, mentre i restanti saranno occupati da persone già ospitate nelle strutture socio-sanitarie del territorio)”. Il neonato Nucleo specializzato in demenze è formato “da un’equipe di esperti: dal geriatra allo psicologo, dai terapisti della riabilitazione psichiatrica e occupazionali a operatori socio-sanitari e infermieri dovutamente formati”, prosegue Ascari. “Al momento – gli fa eco Gaetano De Vinco, presidente di Domus assistenza, gestore de Il Carpine – stiamo selezionando il personale: una quindicina di operatori che potranno contare su una formazione continua onde evitare situazioni di burn out”. Con un rapporto di quasi 1 a 1, ogni paziente potrà contare su un “percorso terapeutico e assistenziale ad hoc. Il nostro desiderio – prosegue il dottor Fabbo – è quello di offrire un risposta qualificata a quante più persone possibili. Ecco perché questo sarà un nucleo temporaneo dove restare due o tre mesi a seconda del bisogno, prima di rientrare al proprio domicilio o di essere ricollocati in altre strutture residenziali. Un sistema dinamico, con un turn over rapido; un ambiente protetto nel quale individuare le strategie, soprattutto non farmacologiche, da adottare per arginare i disturbi del comportamento. Un modo per cercare di limitare la somministrazione di farmaci e la contenzione, favorire il benessere dei pazienti e, allo stesso tempo, alleggerire coloro che se ne prendono cura quotidianamente”. Un risultato, questo, reso possibile grazie al lavoro congiunto di Azienda Usl di Modena, Unione dei Comuni delle Terre d’Argine, Domus Assistenza e Gafa – Gruppo Assistenza Familiari Alzheimer: “solo attraverso una forte integrazione socio – sanitaria possiamo continuare a offrire risposte adeguate a una società che cambia e invecchia. I nostri servizi – ha commentato il sindaco, Alberto Bellelli – hanno mutato pelle nel corso degli anni e dovranno continuare a farlo se vogliamo che il nostro welfare regga”. La creazione di questo nucleo, ha ribadito Cinzia Zanoli, direttore socio – sanitario dell’Azienda Usl di Modena, è la “dimostrazione che la costruzione di un welfare partecipato è possibile”. E se alle istituzioni spetta il compito di “progettare e programmare i servizi e garantire equità di accesso”, ha proseguito Zanoli, “l’associazionismo può rivelarsi prezioso nel controllare i livelli di qualità offerti”. Soddisfatta anche Annalena Ragazzoni, presidente di GAFA, che ha definito il servizio al via, “più che necessario, poiché in grado di offrire risposte, in città, alle situazioni maggiormente critiche e complesse, le più pesanti da sostenere per le famiglie. Care giver stanchi, arrabbiati e demoralizzati potranno trovare un poco di sollievo. Il Nucleo non sarà un parcheggio bensì un punto di riferimento importante, un luogo dove ricevere risposte e consigli relativamente alle strategie da adottare per gestire al meglio il proprio caro affetto da demenza una volta rientrato a casa. Un momento di passaggio nel quale i pazienti con gravi disturbi del comportamento potranno ritrovare un discreto equilibrio”. E se le famiglie dovranno farsi carico dell’onere del cosiddetto costo alberghiero (circa 50 euro al giorno), l’investimento maggiore sarà in capo ad Ausl e Unione delle Terre d’Argine.
Jessica Bianchi

 

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