“Non voglio tornare a casa: la zia mi picchia”

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“Non voglio tornare a casa: la zia mi picchia”! Sono queste le parole che Mohammad, l’undicenne pakistano scappato dalla casa degli zii, il 25 maggio scorso, a Mirandola, continua a ripetere ai Carabinieri da quando lo hanno rintracciato nella serata di ieri a Porto Garibaldi, sul litorale di Comacchio. Pare che il bambino, immigrato in Italia nel 2012 e in affidamento temporaneo agli zii, col suo zainetto blu in spalla, sia fuggito per tentare di sfuggire alle “grinfie” della donna. Mohammad al momento si trova all’interno di una comunità e non ha alcuna intenzione di tornare a casa, dove, avrebbe asserito, di essere stato più volte “brutalmente picchiato dalla zia”. Dettaglio peraltro, pare noto ai Servizi sociali di Mirandola, come avrebbe ammesso un vicino di casa della famiglia pakistana. A disporre l’affidamento del bambino ai servizi sociali  è stata la Procura per i Minori di Bologna "in attesa che vengano acclarati tutti gli aspetti relativi alle motivazioni dell'allontanamento e alla permanenza sul territorio ferrarese, non trascurando la possibilità che sia stato aiutato da qualcuno nel corso di queste giornate. Dobbiamo ancora ufficialmente interloquire col bambino. Abbiamo ipotesi di reato precise sulle quali lavorare", ha commentato il procuratore capo di Modena, Lucia Musti. Per far luce sulla vicenda indaga la Compagnia dei Carabinieri di Carpi.

 

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