In arrivo la detrazione per i cibi speciali

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Si chiamano Alimenti a fini medici speciali (AFMS) e rientrano nel piano di detrazioni da poco introdotte nell’ambito degli emendamenti approvati in Commissione Bilancio del Senato per il 2018. Si tratta di tutti quei prodotti alimentari formulati appositamente per la gestione dietetica di pazienti (adulti e bambini) con capacità limitata, disturbata o alterata di assumere, digerire, assorbire e metabolizzare gli alimenti comuni, e che sono inseriti nella sezione A1 del Registro Nazionale, come gli alimenti per diabetici e quelli per i soggetti affetti da malattie metaboliche congenite. Sono invece esclusi dalla detrazione gli alimenti senza glutine destinati ai pazienti celiaci, categoria contenuta nella sezione A2, e gli alimenti per i lattanti. La detrazione al 19% varrà per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018, con un costo stimato di 20 milioni per il primo anno e 11,4 per il 2019. E’ il primo passo fiscale a tutela di quei pazienti, purtroppo in aumento, con esigenze nutrizionali specifiche, sinora costretti a fronteggiare da soli costi molto elevati o addirittura insostenibili per l’acquisto di questi alimenti,  reperibili solo presso farmacie e negozi convenzionati.
Abbiamo approfondito gli aspetti di questo nuovo emendamento con la dottoressa Patrizia Salardi, responsabile del reparto alimentazione della Farmacia Soliani in via Roosevelt a Cibeno.
Dottoressa Salardi, quali sono nello specifico gli alimenti che godono della detrazione?
“Tutti gli AFMS inseriti nella sezione A1 del Registro Nazionale di cui al Decreto del Ministero della Sanità 8.6.2001 (l’elenco completo è consultabile sul portale del Ministero della Salute, ndr), ovvero:  gli alimenti a basso indice glicemico per i diabetici, i prodotti e gli integratori aproteici/ipoproteici per i soggetti con insufficienza renale o epatica, e per quelli con malattie metaboliche (fenilchetonuria, tirosinemia,  iperfenilalaninemia). E, a ancora, acque gelificate e polveri addensanti destinati ai pazienti con difficoltà di deglutizione (disfagia) temporanea o permanente, un disturbo che affligge diversi tipi di soggetti tra cui anziani e persone colpite da Alzheimer, morbo di Parkinson, sclerosi multipla o sclerosi laterale amiotrofica e neoplasie. E, infine, prodotti iperproteici e ipercalorici per le persone malnutrite o a rischio di malnutrizione”.
Da questo piano, però, restano fuori gli alimenti senza glutine per i celiaci. Che incentivi fiscali esistono per loro?
“Per le persone celiache la Regione Emilia Romagna, già da alcuni anni, ha attivato un programma che permette loro di rifornirsi dei prodotti alimentari senza glutine, a carico del Servizio sanitario regionale, in farmacie e negozi convezionati, usufruendo di 4 buoni spesa al mese che vengono inviati a domicilio dall’Azienda Usl di residenza.  Ciascun buono ha un valore pari a un quarto del contributo mensile di spesa. Il valore del buono varia in funzione del sesso e dell’età del cittadino. Per ottenere l’erogazione degli alimenti occorre presentare un certificato di accertata diagnosi di malattia celiaca rilasciato da uno dei centri ospedalieri o universitari di riferimento, e il rilascio da parte dell’Azienda Sanitaria Locale dell’autorizzazione a fruire gratuitamente dei prodotti privi di glutine”.
Ora non rimane altro che attendere l’approvazione in via definitiva dell’emendamento presentato da Alternativa Popolare, per avere il via libera alla detrazione già a partire dalle spese effettuate quest’anno. Infatti, l’emendamento approvato in prima istanza dalla commissione Bilancio al Senato prevede la detraibilità delle spese effettuate nel 2017 e nel 2018, per cui già dalla dichiarazione dei redditi 2018 sarebbe possibile beneficiare della detrazione al 19% sulle spese degli alimenti speciali.
Chiara Sorrentino

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