“Invecchiare sotto il segno della gioia”

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“Invecchiare sotto il segno della gioia”. E’ stato questo il leit motiv dell’inaugurazione delle Residenze e del centro diurno Stella in via 3 Febbraio, lo scorso 3 dicembre.  A tagliare il nastro la signora Margherita: 104 anni e un sorriso aperto. La nuova struttura, privata e di proprietà della società Management, ospita due casa famiglia con 12 ospiti auto sufficienti e un centro diurno che, attualmente, accoglie quotidianamente 25 persone. Fiore all’occhiello del nuovo servizio cittadino è rappresentato dalla gestione, affidata alla Cooperativa sociale Scai. “Oggi – ha dichiarato il presidente di Scai, Ilario De Nittis – sono estremamente felice poichè siamo in grado di dare una risposta flessibile a tante famiglie del nostro territorio. Molti temevano di non trovare un luogo capace di rispondere alle proprie fragilità, alle proprie istanze. Qui, invece, possono trovare le rassicurazioni e le cure di cui necessitano”. A guidare il lavoro di staff e volontari sono passione, entusiasmo e voglia di stare insieme: “il segreto per invecchiare felici è quello di salvaguardare le relazioni, le amicizie… Questa struttura – ha dichiarato l’onorevole Edo Patriarca – nella quale è centrale il concetto di comunità, incarna perfettamente tale precetto. Mantenere il gusto della gioia e della convivialità è fondamentale: a tutte le età”. A fronte del progressivo invecchiamento della popolazione poi, diventa di fondamentale importanza l’apporto dei privati al welfare: “il pubblico – ha proseguito Patriarca – con le sue sole forze non è in grado di rispondere ai crescenti bisogni della collettività. Per tale motivo il ruolo del privato sociale è tanto necessario quanto strategico. Una buona amministrazione pubblica, unitamente a enti e cooperative sociali, possono davvero fare la differenza per il bene comune”. A ribadire il ruolo prezioso del privato, in grado di assicurare alle famiglie un’offerta “molto più elastica rispetto al pubblico” è stato anche il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, che ha aggiunto: “la sfida comune a tutti i soggetti che a vario titolo si occupano della cura agli anziani – e non solo – è quella di investire nella qualità del servizio reso alla cittadinanza. La residenza Stella, dove cooperano professionisti e volontari, è un esempio di buon welfare”. Un matrimonio, “quello tra un’azienda profit e una cooperativa sociale nel quale crediamo fortemente e in futuro – ha concluso Andrea Spampati di Management – auspichiamo di poter lavorare in stretta sinergia anche col pubblico”.
Jessica Bianchi

 

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