La risposta dell’Ausl sul Pronto Soccorso? Insufficiente

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Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Carpi è stato al centro di un’interrogazione consigliare del Partito Democratico. Numerosi i quesiti ai quali l’Azienda sanitaria di Modena era stata chiamata a rispondere: “vorremmo capire se si ritiene che l’organico sia sufficiente e se sia sottoposto a carichi di lavoro compatibili con il livello di servizio ed efficienza richiesto dal settore. E, ancora, se i protocolli della emergenza/urgenza territoriale rispondono al meglio alle esigenze del territorio”. La risposta del direttore generale dell’Ausl Massimo Annicchiarico e di quello amministrativo Francesca Isola, letta in aula dall’assessore alle Politiche Sociali Daniela Depietri, è stata – come peraltro era facile aspettarsi – del tutto inadeguata rispetto alle richieste avanzate. Le carenze di organico più gravi in Pronto Soccorso riguardano infermieri e Oss, operatori socio-sanitari: sono questi gli operatori al collasso, quelli che non riescono a usufruire dei riposi stabiliti per legge tra un turno e l’altro e sono ormai stremati a causa di una distribuzione disomogenea dei turni di lavoro. E l’azienda che fa? Si concentra sui medici che comunque non se la passano meglio… 16 quelli in forza al Ps di Carpi contro i 30 dell’Ospedale di Baggiovara, malgrado nel primo semestre 2016, il nosocomio cittadino abbia registrato 23mila accessi e Baggiovara 22mila. Poi, sul capitolo infermieri, sfioriamo la barzelletta: 40 più 2 coordinatori quelli di Baggiovara e 40 più 1 coordinatore a Carpi, peccato che di questi ultimi, 9 siano assegnati alla funzione Emergenza Territoriale 118 e che “il doppio mandato, (cioè personale che svolge contemporaneamente la funzione di 118 e Ps) non sia previsto”. Ergo gli infermieri in forza al Pronto soccorso di Carpi sono 31 contro i 40 di Modena: bazzecole ma, garantisce l’azienda, “l’organico medico e infermieristico è proporzionato all’impegno lavorativo”. Se lo dicono loro… Sul fronte Oss, invece, costretti persino al barellamento, nemmeno un accenno, solo un numero: 11 vs 18. Scandaloso.
L’Ausl assicura poi che sono “in corso le procedure concorsuali per l’assunzione di personale medico con previsione di 3 nuovi assunti per il Ps di Carpi”. Un primo concorso, sottolinea Depietri, “è già stato fatto ed è andato deserto”. Il che la dice lunga sulle condizioni di lavoro in Emergenza Urgenza…  L’Ausl specifica anche che le disparità di personale devono essere lette alla luce “della copertura delle attività relativa ai posti letto di Osservazione Breve Intensiva e di Medicina d’Urgenza (6 posti letto di Obi e 4 di Medicina d’urgenza a Carpi contro i 6 di Obi e 24 di Medicina d’Urgenza per Baggiovara”. Peccato che in città l’Osservazione Breve Intensiva sia operativa solo dal 16 ottobre ed è quindi alquanto disperato il tentativo aziendale di appellarsi a tale giustificazione! Gli operatori, già in numero insufficiente e inadeguato, si sono semplicemente trovati sul groppone un ulteriore carico di lavoro. L’ennesima occasione sprecata, ha infine ribadito la consigliera del Pd, Mariella Lugli, la quale ha sottolineato come “permangano dubbi e, di conseguenza, probabilmente dall’interrogazione scaturirà un ordine del giorno per fare maggiore chiarezza su un tema di fondamentale importanza per la salute di tutti noi”.
Jessica Bianchi

 

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