Nel match su Aimag 1 – 0, palla al centro

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“Salvate il soldato Aimag” è l’appello contenuto nella lettera indirizzata dall’ex sindaco  Werther Cigarini al suo successore Alberto Bellelli. La premessa lascia presagire il tono complessivamente duro dell’intera missiva: “spero – scrive Cigarini a Bellelli – ti renda pienamente conto, a proposito di Aimag, su che cosa stai, e state, decidendo”. Cigarini rievoca la storia di Aimag e la progressiva crescita della multiutility che dagli anni Duemila si preoccupa della gestione di acqua, rifiuti, gas di casa nostra, da quando “fu gioco forza superare la gestione diretta” e il Consiglio Comunale scelse la mirandolese Aimag rispetto alla modenese Meta. “Malavasi (allora sindaco di Carpi) non era certo cuor di leone – scrive Cigarini – ma resistette alle pressioni”. Poi contesta la scelta “insensata” di Campedelli di svendere, nel 2009, il 25% delle azioni di Aimag a Hera. Ed elenca i no, peraltro già ribaditi più volte dalle opposizioni in Consiglio Comunale, alla fusione con Hera a partire dal fatto che, essendo quotata in borsa, ha come unico obiettivo quello di fare utili crescenti, “non certo fare gli interessi delle comunità locali”.  L’attuale sindaco Bellelli, nella risposta, si propone “di uscire da una logica da tifoserie” e insiste, come ha già fatto nelle precedenti occasioni sul percorso condiviso: “noi non siamo chiamati a scegliere il partner ma il percorso. Siamo chiamati a mettere in campo percorsi trasparenti, pubblici e partecipati, per valutare in modo consapevole la migliore proposta… non è un sindaco che può decidere da solo su questo tema e neanche il Consiglio Comunale di Carpi, ma i civici consessi di tutti i Comuni soci”. E’ al patto di sindacato, composto dagli amministratori dei comuni soci, che l’ex sindaco di Carpi Enrico Campedelli, chiamato in causa da Cigarini, attribuisce la scelta del 2009 di vendere il 25% delle quote a Hera al termine di “un percorso in cui l’azienda Aimag scelse un Advisor” sulla base delle cui valutazioni sul valore d’impresa e sulle opportunità di sviluppo i sindaci “decisero il percorso e le scelte successive in modo trasparente”. E’ a questo punto che, non corrispondendo la dichiarazione al vero, a scendere in campo è l’ex presidente di Aimag Massimo Michelini, insieme all’ex direttore Alfonso Dal Pan, per sottolineare che, delibera alla mano, la procedura per la cessione del 25% di Aimag fu interamente in capo al Comune di Carpi su mandato degli altri Comuni Soci compresa anche la scelta dell’advisor mentre all’azienda Aimag fu solo richiesto di fornire tutti i dati necessari all’advisor al fine della sua valutazione.
La trasparenza, termine così ricorrente nel lungo dibattito su Aimag, sta così per diventare anche sostanza.
“Prendo atto – replica per ultimo Campedelli nel ping pong su Aimag – delle precisazioni che Dal Pan e Michelini evidenziano nel loro intervento e li ringrazio per avermi ricordato precisamente i particolari dei fatti di otto anni fa. Suvvia non scherziamo, queste decisioni, e lo sanno benissimo Dal Pan e Michelini, non si prendono sulla testa di nessuno, ma sono sempre condivise e quando si parla di Pubblica amministrazione essendo in democrazia, non esistono scelte imposte”. La tensione su Aimag resta comunque altissima.
Sara Gelli

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