“Per favore salvate il soldato Aimag”

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"Caro Alberto, spero  ti renda pienamente conto, a proposito di Aimag, su che cosa stai – e  state- decidendo. In ballo c’è il destino di un patrimonio di reti e di servizi di proprietà del Comune di Carpi, accumulato da generazioni di amministratori e di carpigiani, che hanno investito  nel tempo ingenti risorse proprie. Reti e servizi da cui dipendono la pulizia della città, l’approvvigionamento e la fornitura di beni primari (acqua e gas) e il funzionamento di servizi essenziali per la qualità della vita di tutti; e da cui dipende non poca parte del giudizio che  cittadini ed elettori danno sulle capacità  degli Amministratori di fare più o meno bene il loro mestiere.
Fino alle soglie del 2000 questi servizi erano gestiti direttamente dal Comune e tutti quegli aspetti si tenevano insieme. In seguito, quando fu gioco forza superare la gestione diretta,  c’era da scegliere con chi aggregarsi. Ci furono anche allora grosse pressioni per scegliere Meta (l’azienda di Modena, che stava per confluire in Hera), ma Malavasi e il Consiglio Comunale decisero per Aimag, già operante nella Bassa. Giustamente. Malavasi non era certo un cuor di leone, ma resistette alle pressioni. Il Comune di Carpi  superò la gestione  diretta, ma diventò socio di maggioranza di un’azienda – con diritto di indicare il presidente – che manteneva forti legami con il territorio, con gli Amministratori locali e con i cittadini utenti. Un’Azienda che è cresciuta e che è considerata, per prestazioni e solidità, tra le migliori in Italia.
Ora la questione si ripropone. Anche se non così impellente come si intende far credere. E tornano le pressioni (della “Ditta”?).  Perciò ti invito – e con te tutti i consiglieri soprattutto di maggioranza – a valutare la questione con autonomia e buon senso nell’interesse esclusivo della comunità carpigiana. In nome di questo interesse ti chiedo di non commettere l’errore di decidere per la fusione di Aimag in Hera. Un errore non rimediabile, che resterebbe nella storia cittadina e di cui porteresti la responsabilità. Insieme alla responsabilità di Campedelli, che anni fa vendette il 25 % di Aimag a un prezzo di svendita (120 milioni anzichè 200), depauperando parte di quel patrimonio comune.
 Ma quella decisione insensata di Campedelli è ancora rimediabile. Se vuoi. La tua di oggi, no!
Perchè no alla fusione con Hera
Perchè  Hera è una società quotata in borsa e quando si è in borsa l’unico obiettivo è fare utili crescenti per non svalutare il titolo. Non certo fare gli interessi delle comunità locali.
Perché in Hera il Comune di Carpi non avrà alcuna influenza. L’azienda che eroga servizi essenziali diventerà un potere lontano a cittadini e amministratori.
Perché Hera è meno efficiente di Aimag. Non è un caso che sempre più frequentemente Sindaci anche della Romagna manifestino il loro scontento e il desiderio (impossibile) di uscire.
Perchè Hera è meno solida finanziariamente, meno produttiva e più indebitata di Aimag.
Perchè sì alla proposta di aggregazione paritaria come quella illustrata dal sindaco di Mantova
Perchè la partnership paritaria mantiene in vita Aimag seppure dentro un assetto societario più forte. Perchè tutela l’autonomia di Aimag, il legame con il territorio e con i Comuni proprietari. Perchè consente di influire sulle scelte dell’azienda e di migliorarle (cosa che i Sindaci devono fare con più incisività). Perchè non svende un patrimonio – anche umano e professionale – che è di tutta la collettività.
Rivolgo a te, ai consiglieri comunali, alle forze politiche un appello: per favore salvate il soldato Aimag!
Non c’è bisogno di ricorrere a un referendum. Chi è stato eletto a rappresentare i cittadini, in primo luogo il Sindaco,ha il dovere di prendere le decisioni che gli competono per il bene della propria comunità".
Werther Cigarini, ex sindaco di Carpi

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