L’estate bollente del cantiere di via don Sturzo

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Il peggio è passato ma rimane l’amarezza per la scarsa considerazione in cui sono stati tenuti i residenti della zona di via don Sturzo, messi a dura prova dal cantiere per la ristrutturazione del supermercato Coop rifatto in tempi record. I lavori, partiti domenica 17 luglio, dovrebbero infatti terminare il 7 settembre quando è stata fissata l’inaugurazione del punto vendita rinnovato.

“Pochi giorni prima dell’inizio del cantiere è stata recapitata presso le nostre abitazioni la comunicazione della ditta costruttrice a cui il Comune di Carpi autorizzava la deroga per permettere i lavori 24 su 24, sabato e domeniche compresi. Terrorizzati all’idea di non poter chiudere occhio, ci siamo subito mobilitati per chiedere la tutela del diritto al riposo notturno e io stesso – sottolinea Stefano Rovatti – ho presentato un esposto che è stato protocollato in Comune ma non è servito a niente”.

La questione è approdata persino in Consiglio Comunale: all’interrogazione urgentissima presentata da Carpi Futura e Cinque Stelle ha risposto il Sindaco Alberto Bellelli nella seduta del 26 luglio scorso ribadendo il rispetto della normativa vigente e riportando i risultati dei rilevamenti acustici, tutti nella norma.

“Eppure sono stati venticinque giorni d’inferno da quando hanno iniziato a demolire. I pannelli di cemento che rivestivano la struttura sono stati sbriciolati nel cantiere: per la polvere e per il rumore siamo stati costretti a barricarci in casa con le finestre sigillate e l’aria condizionata accesa. E a casa eravamo in tanti a lavorare nonostante si sia scelto questo periodo ipotizzando che ci fosse meno gente”.

I disagi maggiori sono stati quelli legati al periodo della demolizione per il rumore e per il via vai di camion e macchinari. “Chi era senza aria condizionata ha patito parecchio nella fascia oraria dei lavori dalle 6.30 alle 21. Fortunatamente di notte non hanno mai dovuto lavorare”.

“Anche l’idea di green che caratterizza la nuova struttura è discutibile perché per realizzarla sono stati cancellati 2.500 metri quadri di parco pubblico: il supermercato sarà sicuramente bellissimo ma l’area verde è stata sacrificata. Inoltre è stato ampliato il parcheggio pubblico nonostante non sia mai stata avanzata richiesta da parte dei residenti per nuovi posti auto che sono al servizio pressoché esclusivo dei clienti del punto vendita”.

Le proteste “civili e mai offensive”, come sottolinea Rovatti, “non sono comunque contate a niente. Ci aspettavamo maggiore considerazione come cittadini. E se non i lavori non termineranno entro la data del 7 settembre, non sarà certo per colpa nostra…”

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