“Ci hanno rubato la serenità”

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A Novi di Modena, quattro anni dopo il terremoto, la gente sta faticosamente recuperando la serenità di vivere nelle proprie case. Lentamente, la paura che il luogo più intimo e privato possa tremare e trasformarsi in una trappola mortale, sta abbandonando i loro animi. Ma un’altra piaga rischia di compromettere tale complesso traguardo. Si tratta dei furti all’interno delle abitazioni, ormai inarrestabili. Ne sa qualcosa Antonella Bacchiega: lo scorso 23 maggio, la donna, di 56 anni, che abita in via Medaglie d’Oro, insieme al marito Pietro Bertolucci e a cinque cani, ha subito la visita dei ladri. “Sono uscita di casa intorno alle 15.30 e quando sono rientrata, alle 18, ho subito notato che i miei cani erano visibilmente spaventati. Non appena ho visto la porta aperta, ho capito cos’era successo. I ladri, entrati approfittando della mia assenza, hanno rubato ciò che hanno potuto, dopo avere messo a soqquadro la casa e avere riempito di spray urticante i cani. Abbiamo dovuto lasciare le finestre aperte per diverse ore, tanto era forte il gas e ripulire con cura i nostri animali. Rientrare nella propria casa violata da sconosciuti che hanno messo le mani ovunque è terribile e ripugnante. E’ come aver subito una forma di violenza:  dopo il dramma del terremoto, siamo stati nuovamente privati dell’intimità della nostra casa. Non è questione di bottino dal momento che non abbiamo né oro né contanti: sono comunque riusciti a portarci via un prezioso servizio  in argento massiccio dell’Ottocento, insieme alla nostra serenità e ad alcuni oggetti  dal forte valore affettivo”.
Nessuno si è accorto di nulla nonostante la casa si trovi in una posizione centrale?
“No nessuno. In effetti potrebbe sembrare strano, ma qui vicino c’è una casa disabitata con una fitta boscaglia e, forse, i ladri si sono nascosti lì per appostarsi, osservare e poi agire al momento opportuno”.
Nella prevenzione dei furti un’arma senza dubbio efficace è il cosiddetto controllo di vicinato. Il gruppo si è costituito anche a Novi e conta una ventina di famiglie che si tengono in contatto via mail e con i telefoni cellulari per segnalare eventuali movimenti sospetti. La zona interessata è al momento quella di via Maxia e di via Rossi, segnalata dai cartelli. Il coordinatore e referente del gruppo è Bruno Lugli.
Federica Boccaletti

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