Polveri sottili, come ridurle? La ricetta a 5 stelle

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Tra domeniche ecologiche ed estemporanee danze della pioggia la nostra città sta tentando (a dire il vero con scarsi risultati) di arginare l’inesorabile avanzata dello smog. Le polveri sottili, si sa, possono essere paragonate a un killer lento e silenzioso: così piccole da poter essere inalate, accumulandosi nel sistema respiratorio, possono costituire un serio pericolo per la nostra salute.  L’ultimo campanello d’allarme porta la firma del Movimento 5 stelle cittadino che, di fronte ai 55 sforamenti nel 2015 dei limiti di Pm10 consentiti dalla legge (la soglia limite giornaliera per la protezione della salute umana è fissato a 50 μg/m3, valore che non dovrebbe essere superato più di 35 volte all’anno), ha deciso di correre ai ripari e presentare alcune azioni da mettere in campo per cercare, quantomeno, di contenere i danni.
“Trasporti, riscaldamento e agricoltura intensiva gli ambiti sui quali dobbiamo concentrarci con urgenza”, hanno affermato Eros Gaddi, Monica Medici e Luca Severi, rappresentanti del Movimento, riuniti davanti alla centralina di rilevamento dell’Arpa di via Remesina. “Partiamo simbolicamente da questo luogo – hanno proseguito – perché la centralina si trova dentro al polo scolastico di via Magazzeno – Remesina. Ogni volta che registriamo uno sforamento, dobbiamo essere consci che abbiamo appena condannato i nostri figli a un pericoloso aerosol in una zona ad alto rischio per la salute. Per tale motivo, il primo intervento che chiederemo all’Amministrazione sarà la graduale chiusura delle strade negli orari di ingresso e uscita dalle scuole, a partire dalle Primarie, per una distanza di 500 metri. Concedendo l’accesso solo a categorie precise di mezzi”.  Al centro dell’opera di sensibilizzazione di cui i grillini si faranno carico quest’anno vi è, tra gli altri, il tema della mobilità sostenibile, dal momento che il trasporto su gomma, va ricordato, è  tra le principali fonti di inquinamento dell’aria.“Intendiamo promuovere l’iniziativa di bike to work, per sperimentare nuovi modelli di spostamento casa/lavoro, incentrati sulla due ruote. L’intermodalità è una necessità e, quindi, avanzeremo l’idea di poter caricare le biciclette sugli autobus urbani ed extra urbani. Chiederemo di importare il sistema Mi muovo in bici in uso a Modena, per rendere più smart i servizi di sharing. Chiederemo anche di servire maggiormente le zone industriali di Carpi e, al contempo, di allargare l’orario di servizio del trasporto urbano, per permettere a tutti coloro che lavorano in centro di potersi recare al lavoro sapendo di poter prendere i mezzi per rientrare a casa la sera”.
Un’altra fonte significativa di emissioni in atmosfera nei mesi invernali è legata al riscaldamento degli edifici: “non vogliamo obbligare nessuno a stare al freddo (anche se sarebbe utile abbassare di 1-2 gradi la temperatura) ma chiederemo perlomeno l’applicazione del decreto del capo dello Stato che regola l’accensione e l’utilizzo degli impianti di riscaldamento civili e industriali. Chiederemo poi che sia vietata la combustione di sterpi nelle zone rurali: tale materia organica può infatti essere sparsa nei campi e utilizzata come concime”. Infine, il Movimento rilancia sul tema dell’agricoltura: “vorremmo che l’Ente Pubblico aumentasse gli spazi dedicati al commercio a km0 e  desse il via libera alla realizzazione di un frutteto pubblico. Dal canto nostro promuoveremo anche esperienze di orti di vicinato”.
Jessica Bianchi

 

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