Casello A22, si può fare di più

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Nel 1965 iniziano i lavori dell’autostrada A22 del Brennero: l’importante collegamento è stato oggetto di un forte impegno dei parlamentari modenesi di allora, in particolare del carpigiano Vittorino Carra, componente della Commissione Lavori Pubblici della Camera, determinante per la scelta di istituire il casello autostradale a Carpi.  Fino a quando non fu realizzata l’interconnessione con l’A1, la barriera di Carpi per i tedeschi, ma non solo per loro, rappresentò un punto di fermata obbligatorio: chi proveniva da Nord era costretto a uscire a Carpi e di questo importante flusso di traffico la nostra città ha beneficiato fino a quando, negli Anni ’90, la barriera con i suoi 45 esattori è stata eliminata. Questo  evento è stato fondamentale nella storia del casello di Carpi tanto quanto la successiva introduzione degli automatismi: le tessere magnetiche e poi il telepass e le casse automatiche hanno segnato una rivoluzione. Il personale impiegato per riscuotere il pedaggio è stato formato e riconvertito e oggi è impiegato nei Centri Servizi distribuiti lungo l’A22 (Bressanone, Bolzano Sud, Trento Nord, Affi, Mantova Nord e Carpi): i processi di sviluppo della tecnologia nell’ambito dei sistemi automatici di esazione del pedaggio richiedono alle società autostradali di disporre di una rete di assistenza all’utenza capillare. Il Centro Servizi di Carpi, così come gli altri, è particolarmente apprezzato dall’utenza e di recente sono stati modificati ed estesi gli orari di apertura al pubblico. Sono passati però parecchi anni e la stazione autostradale oggi necessita di una nuova veste: i recenti lavori che hanno interessato il casello di Carpi hanno consentito la posa del nuovo cavalcavia nella stessa posizione di quello esistente prima, ma un progetto di rifacimento complessivo potrebbe comprendere un nuovo e più funzionale collegamento alla viabilità ordinaria e un parcheggio scambiatore più funzionale.
Oggi gli automobilisti all’ingresso e all’uscita dall’autostrada sono costretti a un tortuoso percorso che si complica ulteriormente nel raccordo con la viabilità ordinaria: il Comune di Carpi aveva avviato contatti per creare una sorta di sinergia con Autobrennero nell’intento di riprogettare gli svincoli ma oggi pare tutto fermo.
L’intervento più urgente resta quello relativo al parcheggio scambiatore il cui numero di posti auto non pare più sufficiente. Inoltre, chi esce dall’autostrada e deve accedere all’area di sosta è costretto ad arrivare al semaforo, immettersi in tangenziale, fare il giro dell’oca per arrivare in via dell’Industria e, dalla corsia di entrata dell’autostrada, accedere al parcheggio. Non è raro vedere gli automobilisti che, all’uscita dal casello, prendono la scorciatoia per il parcheggio tagliando la strada: quel tratto all’uscita del casello è considerato ancora autostradale e, come in autostrada, l’infrazione è punita con la revoca della patente, il fermo di tre mesi e una sanzione che va da 2mila a 8mila euro.
Sara Gelli

 

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