Una inaccettabile disparità di cura

0
110

L’incidenza delle patologie allergiche si è dimostrata in costante aumento sino a interessare il 20% della popolazione italiana. Si tratta di patologie croniche dai rilevanti costi sociali e umani e che hanno ricadute importanti sulla spesa sanitaria in termini di farmaci e ricoveri ospedalieri. Nel 2015 l’Aifa, Agenzia italiana del farmaco ha classificato in Classe A due farmaci specifici per l’allergia alle graminacee e ormai tutte le regioni italiane hanno emanato delle delibere per il rimborso di tali farmaci. Tutte, tranne la nostra. L’Emilia Romagna è infatti rimasta la sola regione del Belpaese a non rimborsare l’immunoterapia per i pazienti allergici e asmatici e se non arriverà entro gennaio la delibera che inserisce questi farmaci nel prontuario regionale, passo obbligatorio dopo l’approvazione dell’Aifa, circa quattromila persone saranno condannate a ricadute, effetti collaterali gravi e a un netto peggioramento della qualità della loro vita. A lanciare l’allarme è Massimo Alfieri, presidente di Federasma e Allergie onlus.
“L’immunoterapia allergene-specifica è riconosciuta dall’Oms come unica terapia in grado di modificare favorevolmente il naturale decorso della malattia allergica – spiega Alfieri – e, di conseguenza, per noi è fondamentale che venga presa in carico dal Servizio Sanitario Nazionale anche in virtù del suo costo importante.
Noi, naturalmente, non ci arrendiamo e continueremo a sollecitare una regione virtuosa come l’Emilia Romagna affinché recepisca la direttiva dell’Aifa. L’altro fronte sul quale siamo impegnati è far sì che anche altri allergeni per i quali l’immunoterapia potrebbe costituire una risposta efficace vengano riconosciuti dall’Agenzia del farmaco”. Tutte le regioni devono assicurare il medesimo trattamento ai propri cittadini, “per tale motivo abbiamo inviato una lettera alle istituzioni per chiedere quali siano le motivazioni per cui in questa regione i pazienti allergici debbano sostenere i costi della terapia – prosegue Massimo Alfieri – una discriminazione che riteniamo inaccettabile”.
Un ciclo di terapia costa circa 350 euro e in tutta la regione sono 4.000 i pazienti che potrebbero averne bisogno: un costo importante che, soprattutto in questo momento di crisi economica, impatta fortemente sul bilancio delle famiglie, le quali potrebbero essere costrette a rinunciarvi: “stiamo parlando di costi importanti che non tutte le tasche possono permettersi. Inoltre – conclude Alfieri –  la delibera deve essere approvata entro gennaio perché, per quanto concerne le graminacee, l’immunoterapia per essere efficace deve iniziare quattro mesi prima del periodo pollinico che va da marzo ad aprile.  Siamo già in ritardo e, vorrei ribadirlo, le conseguenze legate al mancato ricorso a tale approccio terapico, comportano costi ben più onerosi per l’intera collettività”.
Jessica Bianchi
 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here