“La paura non ci terrà bloccati”

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Clarissa Masciullo, giovane carpigiana impegnata in uno stage nella capitale francese commenta: “venerdi 13 novembre mi trovavo in un locale in Place Monge, nei pressi del Quartiere Latino in compagnia di alcuni amici, a circa tre chilometri di distanza dal teatro della strage. Solo verso le 23 sono uscita dal locale e ho notato le chiamate perse provenienti dall’Italia. La prima persona che sono riuscita a contattare è stata mia madre che mi ha avvertito del multiplo attentato in corso.
La notizia mi sembrava surreale. Mi trovavo in una viuzza piena di bar con persone che in tutta tranquillità si stavano godendo la serata, ma arrivando sulla via principale risultava evidente che c’era qualcosa di strano: impossibilità di trovare un taxi libero, volanti della polizia e ambulanze che correvano senza sosta e le persone in strada che si affrettavano a raggiungere la fermata della metropolitana più vicina.
Ancora inconsapevole della gravità di ciò che stava accadendo, ho iniziato a muovermi con i mezzi di trasporto per arrivare a casa il prima possibile. Per fortuna sono riuscita a prendere l’ultima metro prima che ne bloccassero la circolazione, arrivando nella mia abitazione al 19° arrondissement. Solo una volta accesa la televisione mi sono resa contro delle stragi in corso nello stadio e nel 10° e 11° arrondissement.
A quel punto, impaurita, ho trascorso tutta la notte a comunicare con i miei cari per tranquillizzarli, mentre la voce del giornalista alla Tv veniva sovrastata dal rumore incessante di sirene e elicotteri. Il giorno dopo la strage, come la maggior parte dei parigini non mi sono arrischiata a uscire di casa. Qualche negozio ha provato ad aprire, ma ha subito chiuso data la desolazione. Dopo questo weekend di lutto ci ritroviamo tutti a pensare al dolore che le famiglie dei defunti stanno provando e al trauma da cui i superstiti faranno fatica a riprendersi. Se ne parlerà ancora a lungo, ma consapevoli che la paura non può tenerci bloccati, lunedì abbiamo ripreso a svolgere le nostre consuete attività quotidiane per far ritornare Parigi la città delle luci e dell’amore”.
Chiara Sorrentino

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