“Troveremo una soluzione condivisa e praticabile”

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“Mi dispiace molto che si verifichino queste incomprensioni, dato che con Auser, come del resto con tutto il mondo del volontariato sanitario, abbiamo sempre collaborato. In ogni caso abbiamo indetto una riunione con i referenti dell’associazione e il sindaco per arrivare a una soluzione condivisa”. Queste le parole di Claudio Vagnini, direttore del distretto di Carpi, in seguito alla presa di posizione dell’Auser cittadina che, per bocca del presidente Paolo Mantovani, aveva lamentato il fatto di non avere un parcheggio riservato né all’esterno né nelle immediate vicinanze del Ramazzini e di aver trovato per questo multe e ganasce ai propri mezzi in sosta nello spazio interno del nosocomio. Una situazione incresciosa alla quale occorre porre rimedio, trovando una soluzione che dovrà però tener conto, e in merito Vagnini è molto chiaro, delle esigenze di tutti. “Mi piacerebbe avere spazio e strutture per tutte le sessanta associazioni di volontariato che operano nell’area ospedaliera, ma purtroppo non è così. Non abbiamo mai impedito ai mezzi Auser di entrare, né mai l’avremmo fatto, così come non gli sono mai state vietate brevi soste. E ci mancherebbe: meno male che ci sono e prestano il loro prezioso aiuto! Tuttavia non potrà mai esservi un parcheggio riservato esclusivamente ai loro mezzi, perché così facendo dovremmo approntarne anche per quelli di tutte le altre realtà del volontariato il cui contributo non è certo meno importante, e questo non ci è consentito considerati gli spazi della struttura. Occorrerà dunque giungere, con ragionevolezza, a una soluzione che tenga insieme le esigenze di Auser e le possibilità concretamente praticabili”. Nessuna volontà di non collaborare con l’associazione, dunque, tanto meno un intento punitivo. In quanto alle ganasce, chiosa Vagnini, “da quando sono state adottate, abbiamo risolto dei problemi molto gravi come quelli legati ai camion in sosta i quali, impedendo il passaggio dei mezzi, per fare un esempio, causavano ritardi nell’arrivo delle bombole d’ossigeno”.
M.M.
 

 

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