Scatta l’allarme ozono

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La morsa di caldo torrido che continua a tenere in scacco anche la nostra città sta facendo impennare i valori dell’ozono: la stazione per la rilevazione della qualità dell’aria di via Remesina, infatti, sta registrando valori molto elevati e, in alcuni casi, al di sopra del limite della soglia d’informazione, fissata dalla normativa in 180 microgrammi per metro cubo di aria. Dall’inizio di luglio, il livello d’attenzione è stato sforato tre volte lo scorso 13 luglio: alle 15 (182 µg/m3), alle 16 (186) e alle 17 (182). Ma quali sono i rischi per la popolazione? Lo abbiamo chiesto al dottor Stefano Forti, direttore della Sezione di Modena di Arpa Emilia Romagna.

Facciamo chiarezza: l’ozono presente a livello del suolo non va confuso con quello che si trova negli strati più alti dell’atmosfera vero?
“L’ozono è un componente gassoso dell’atmosfera, molto reattivo e aggressivo, che negli strati alti dell’atmosfera terrestre (stratosfera) è di origine naturale e aiuta a proteggere la vita sulla terra creando uno scudo protettivo che filtra i raggi ultravioletti del sole. Negli strati bassi dell’atmosfera (troposfera) invece, è presente in conseguenza a situazioni d’inquinamento e contestuale irraggiamento solare e provoca disturbi irritativi all’apparato respiratorio”.
Qual è la correlazione col caldo?
“L’ozono troposferico è un inquinante secondario di tipo fotochimico, ossia non viene emesso direttamente dalle sorgenti, ma si produce in atmosfera a partire da precursori primari (come ad esempio ossidi di azoto e composti organici volatili) tramite l’azione della radiazione solare. Le più alte concentrazioni si rilevano nei mesi più caldi e nelle ore di massimo irraggiamento solare (fra le 12 e le 17). Nelle aree urbane o industriali l’ozono si forma con grande rapidità, ma può essere trasportato da brezze anche in campagna e in aree verdi. L’inquinamento da ozono interessa intere regioni o nazioni e sono poco efficaci i provvedimenti locali o temporanei di limitazione del traffico e delle emissioni industriali”.
Cosa comportano tali sforamenti per la salute umana?
“I ricercatori stanno studiando gli effetti dell’ozono da diversi anni; a tutt’oggi, hanno dimostrato che provoca vari tipi di effetti a carico delle vie respiratorie.
Può irritare il sistema respiratorio.
Quando ciò accade si può cominciare a tossire, sentire un senso di irritazione in gola e nei polmoni. Questi sintomi possono continuare per alcune ore dopo un’esposizione ad alti livelli di ozono e possono essere anche dolorosi.
Può ridurre la funzione polmonare.
Significa che diminuisce la quantità di aria che si riesce a respirare. L’ozono può rendere più difficile respirare profondamente, e se si sta facendo un’attività faticosa all’aperto ci si rende conto di respirare più in fretta e meno profondamente rispetto alla norma.
Può aggravare l’asma e altre patologie respiratorie.
                                                                                                                          Quando i livelli di ozono sono alti, diventa più probabile che gli asmatici abbiano un attacco che richiede un uso di farmaci o una visita medica. Infatti l’ozono rende gli asmatici più sensibili agli allergeni che scatenano l’attacco. Inoltre gli asmatici sono più sensibili alla riduzione della funzione polmonare e all’irritazione che l’ozono provoca nel sistema respiratorio. Questo inquinante può aggravare le malattie croniche del polmone, quali enfisemi e bronchiti.
Può provocare l’infiammazione del sottile strato di cellule che riveste le vierespiratorie.
                                                                 Questo effetto è stato paragonato a quello di una scottatura da raggi solari sulla pelle. Si determina un danno sulle cellule e in pochi giorni quelle danneggiate sono rimpiazzate e vi è una esfoliazione come per la pelle dopo una scottatura solare. Se succede frequentemente vi possono essere dei danni a lungo termine”.
Come ridurre l’esposizione?
“E’ importante ridurre l’attività fisica all’aperto nelle fasce orarie più critiche. I bambini sono il gruppo a più alto rischio perchè trascorrono gran parte del periodo estivo all’aperto e sono spesso impegnati in attività fisiche intense. I bimbi hanno anche maggiori probabilità di sviluppare l’asma o altre malattie respiratorie. Gli adulti in buona salute che fanno attività fisica all’aperto (sportiva o lavorativa) diventano un gruppo sensibile in quanto più esposti rispetto alla popolazione meno attiva. Le malattie respiratorie rendono i polmoni più vulnerabili agli effetti dell’ozono.  Pertanto gli individui che si trovano in queste condizioni manifestano gli effetti dell’ozono prima e a concentrazioni più basse rispetto alle persone meno sensibili.  La reazione all’ozono è soggettiva. Vi sono persone in buona salute che, semplicemente, sono più suscettibili di altre e manifestano danni in modo più marcato rispetto alla media.
Vi sono poi alcune evidenze che indicano che gli anziani o le persone con malattie cardiache possono riscontrare un’aumentata sensibilità a questo inquinante”.
Insomma il consiglio è quello di limitare il più possibile l’esposizione nelle ore più calde della giornata, come il semplice buon senso suggerisce.
Jessica Bianchi
 

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