COSEsalve

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“Sono state giornate furibonde, senza atti d’amore. Senza calma di vento, solo passaggi e passaggi. Passaggi di tempo. Ore infinite come costellazioni e onde. Spietate come gli occhi della memoria, altra memoria e non basta ancor. Cose svanite facce e poi il futuro…”.
Anime Salve,  Fabrizio De Andrè

Salvate. Strappate dall’oblio e dalla distruzione. Sono le cose. Quelle rubate alla violenza del sisma. Il mostro che ha rubato alla nostra anima ogni certezza. Che ha fatto sgretolare pietre e speranza. COSEsalve, il docufilm dell’artista e regista carpigiana Alberta Pellacani, è il racconto di un viaggio. Fatto tra la gente. Pagine di vita. Istantanee catturate con rispetto e sensibilità. In punta di piedi, con delicatezza, Alberta ha camminato lungo le strade devastate dalla violenza del terremoto. Ha spalancato gli occhi sulla distruzione dei muri e dei cuori. E si è messa in ascolto. Il suo è il frutto di un respiro lungo mesi, il tempo necessario per ascoltare il tramutare della rabbia in forza. Della disperazione in speranza. Con poetica levità, Alberta è andata oltre. Ha cercato l’uomo. Il senso. Ha tentato di svelare ciò che solitamente rimane nascosto dietro le umane convenzioni. “Il terremoto ha completamente rimesso in discussione il nostro rapporto con le cose. Ognuno di noi in quei giorni terribili in cui ogni ordine era sovvertito ha cercato di salvare oggetti apparentemente insignificanti. Piccoli. Oggetti attraverso i quali ripartire. Ricominciare daccapo. Album di famiglia, ricordi. Nel nostro accumulare quotidiano – spiega la regista – il terremoto ha rappresentato una sorta di setaccio. E, alla fine, per tutti, ciò da cui non era possibile staccarsi, ha avuto contorni comuni. Forme simili. Perché in fondo, nonostante le nostre reciproche  diversità, abbiamo corde e sensibilità che ci uniscono. Le cose hanno rappresentato la chiave per farmi incontrare l’uomo. Il vissuto delle persone”. Ciò che conta davvero. COSEsalve è un’opera universale. Parla al cuore. Scritta di getto in una notte, l’opera è però fiorita con lentezza. Perché per mettersi in ascolto dell’altro occorre tempo. Così come per capire. E sentire insieme. “Ho iniziato a riprendere nel luglio del 2012 e ho terminato poche settimane fa. Mi sono presa del tempo per andare a fondo. Per comprendere. In questi tre anni io sono cambiata. Il mio modo di osservare e riprendere è mutato. Così come i sentimenti e le emozioni della gente”. Dalla paura al lutto. Al senso di perdita. Poi, la lentezza e l’ottusità della burocrazia hanno generato la rabbia. Il timore di non rientrare più nelle proprie case.  “Ho assistito alla demolizione delle abitazioni insieme ai proprietari. Ci siamo abbracciati. Abbiamo condiviso le lacrime. Tra quei muri era passata la vita. Erano cresciuti i figli… si erano consumate gioie e dolori. Perdere tutto ciò che testimonia la tua vita, il tuo passaggio, è tragico. Terribile. La sensazione era quella di assistere a un funerale”. Un addio doloroso. Definitivo. “E’ estremamente difficile per me raccontare quei momenti, renderne la portata. L’intensità”. E laddove prima sorgevano case ora spiccano buchi. Ferite. Cicatrici urbane e umane. “In COSEsalve dò voce alle persone. All’umano sentire. Ho fatto ciò che dovevo fare”. Il film colma un vuoto enorme: nessuno sinora si è infatti occupato della ricostruzione interiore. Di quanto questo dramma collettivo ci abbia colpiti. Segnati nel profondo. “Il montaggio è stato difficilissimo – prosegue Alberta – ogni taglio apportato è stata una vera e propria amputazione. In questo lavoro ho messo tutta me stessa. Ho creduto in questo progetto fino in fondo. Ci sono istanti, immagini che non potrò cancellare. Il Natale 2012 ad esempio. L’albero di Natale in piazza, a Rovereto, svettante all’ombra di gru e macerie… O, ancora, i piccoli alberelli posti davanti ai Map a San Prospero… La voglia di non cedere, di non arrendersi della gente si misurava anche dai quei gesti: le abitudini di un tempo dovevano proseguire”. Il 29 maggio, alle 21, al Cinema Eden di Carpi, vi sarà l’anteprima nazionale (a ingresso gratuito) di questo film documentario. Una riflessione intensa sulle cose che ci circondano, su quelle che sono rimaste, su quelle che non ci sono più. Su quelle che scegliamo di salvare e quelle che sono perse per sempre. “L’ombra drammatica del sisma è sullo sfondo. Non è la protagonista. In COSEsalve c’è tanta umanità. Ci siamo noi. Tutti quanti. Guardare questa pellicola è necessario per incontrare gli altri. E noi stessi”.
Jessica Bianchi
 

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