“L’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro al mondo”

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“Sarei il primo a non salire su un aereo se non mi sentissi sicuro”. Sono queste le prime parole di Marco Lugli, assistente di volo di Novi di Modena in servizio da sei anni su una compagnia aerea low cost straniera di cui preferisce non rendere noto il nome. Abbiamo cercato di capire con l’aiuto di chi passa centinaia di ore al mese a bordo di un aereo quanto siano sicuri i nostri voli, dopo l’incidente dell’Airbus 320 della Germanwings. Una strage che, oltre a creare sconcerto per le modalità  con cui è avvenuta, ci interroga soprattutto ora che stiamo iniziando a programmare le prossime vacanze pasquali ed estive. Fino a due settimane fa, infatti, eravamo soliti prendere l’aereo per lavoro o anche solo per un fine settimana fuori porta con la facilità e la “tranquillità” con cui saliamo sulla nostra macchina. Poi, il disastro della Germanwings, ha messo tutto in discussione. Anche, e in particolare, la sicurezza dei voli. “Solitamente queste compagnie hanno una media di età dei propri aerei molto più bassa rispetto a quelle tradizionali – spiega Marco Lugli – proprio perché questi mezzi compiono un maggior numero di tratte e, di conseguenza, vi è un’usura maggiore dei velivoli: parliamo di 4/5 anni di media per un aereo di una low cost contro i 10/11 anni dei mezzi di una compagnia tradizionale, che comunque non è tanto. Un aereo sottoposto a una corretta manutenzione può infatti volare in sicurezza e a lungo (anche 20-25 anni)”.  Intanto, a seguito del disastro della Germanwings, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea ha reso obbligatoria la presenza di almeno due persone in cabina di pilotaggio: “prima della strage, ogni compagnia aveva le proprie procedure. Far entrare un altro membro dell’equipaggio in cabina sicuramente avrebbe potuto cambiare qualcosa su quel volo, ma non sono sicuro che l’esito della tragedia sarebbe stato diverso. Il mio addestramento come assistente di volo (nella mia compagnia è durato 4 settimane, in altre anche 9-10)  mi avrebbe permesso unicamente di sbloccare la porta della cabina, ma nulla di più. E in quei momenti il tempo gioca a sfavore di tutti”, prosegue Marco Lugli. Aldilà delle schegge impazzite e fuori controllo – come nel caso del pilota suicida Andreas Lubitz  – volare resta il modo più sicuro per spostarsi: “l’aereo è ancora il mezzo di trasporto più sicuro al mondo. Le catastrofi aeree – conclude Lugli – fanno notizia perché in pochi minuti muoiono tante persone, ma il numero dello vittime causate dagli incidenti stradali è infinitamente maggiore”.
Chiara Tassi
 

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