Le 50 sfumature dell’amore

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I tempi cambiano. E il successo della trilogia 50 sfumature di grigio non dovrebbe stupirci. La scelta di rendere desiderabile il Bdsm (Bondage e disciplina, Dominazione e sottomissione, Sadismo e Masochismo) sembra una manovra perfetta per trovare il consenso dell’uomo moderno. Una straordinaria operazione di marketing. In una società liquida come la nostra, per dirla alla Zygmunt Bauman, dove l’eroe è «l’uomo senza legami» e le relazioni sono mutevoli e instabili, siamo passati dai legami al légami.  Alla sessuologa carpigiana Maria Cristina Iannacci, chiediamo:
La trilogia di  50 sfumature di grigio ha venduto più di cento milioni di copie in 37 paesi e il film registra il tutto esaurito: cosa attrae tanto delle gesta dei due protagonisti Christian Grey e Anastasia Steele?
“La trilogia è un romanzo erotico che avvince, eccita la fantasia, appassiona e insegna. Man mano ci si addentra nella lettura non si può fare a meno di paragonare le vicissitudini sentimental-sessuali della coppia alle nostre personali esperienze e se per alcuni la sensazione è del classico deja vu per altri, la maggioranza, il pensiero corre alla possibilità di trarre spunti dal racconto per modificare e vivacizzare la propria vita sessuale. In questo sta il grande successo dei tre libri prima e del film ora”.
Al momento il protagonista di 50 sfumature è il nuovo idolo “romantico” di tante donne. Il sogno erotico di molte. Definirebbe Christian Grey perverso?
“Un uomo che definisce la sua attività sessuale “fottere senza pietà”, che chiama “sottomessa” la sua amante e che al primo incontro erotico chiede alla partner il permesso scritto per poter giocare con lei nella Camera Rossa, traboccante di oggetti e strumenti di tortura, sembra francamente un pervertito.  Con l’evoluzione della storia, malgrado l’emergere di affettività e di manifestazioni di tenerezza per Anastasia, il dubbio che Mr. Grey non sia normale non abbandona il lettore.  Christian Grey è un uomo psicologicamente sofferente ma sessualmente sano. Sin dai tempi dell’adolescenza, grazie agli insegnamenti di Mrs Robinson, la modalità di soddisfazione sessuale che ha conosciuto era essenzialmente costituita dal sadismo. Questo tipo di condotta sessuale ha rappresentato per molti anni la chiave per digerire ed esorcizzare la sofferenza di un’infanzia difficile e di un rapporto estremamente mortificante con la madre.  L’avvento improvviso di Anastasia nella sua vita rappresenta la svolta. L’unica donna che non si adegua al suo schema sessuale sadico è in realtà colei che accompagna Christian alla consapevolezza di poterne fare a meno e di essere in grado di interpretare un’altra commedia nel suo teatro, di saper gioire del sesso “classico”. Poter liberamente e a seconda della situazione relazionale godere del “sesso alla vaniglia”, come lo stesso Christian lo definisce, colloca il comportamento sessuale sadico di Mr. Grey nella categoria delle devianze, cioè della salute sessuale e rende il protagonista della trilogia  amabile ed estremamente desiderabile agli occhi delle lettrici… nonostante le sue 50 sfumature di tenebra”.
La bassa soglia di eccitazione e il facile orgasmo di Anastasia sono credibili?
“Anastasia Steele sembra provare piacere sessuale con estrema facilità, stimolando più distretti corporei, non necessariamente in contemporanea. Gode di orgasmi multipli e ravvicinati, con giochi orali, pizzicotti sui capezzoli e con la classica stimolazione genitale. Raggiunge livelli di eccitazione elevatissime ed è sempre e comunque orgasmica. Qualcosa non torna rapportato alla reattività raccontata dalle donne comuni. Abbiamo tutte bisogno di Christian Grey o lei è… sensibilissima?  Tralasciando le doti di amante di Mr. Grey, comunque esemplari, posso affermare che la soglia orgasmica di Anastasia è particolarmente bassa e il livello di inibizione centrale sembra sopraffatto dalla passione totale per questo uomo. Magari fosse sempre così! Non esisterebbe di certo la finzione femminile”.
Masochismo, sadismo, bondage, travestitismo…  sono considerati patologici, devianti o semplici variazioni di genere? Possono essere parte di una sessualità convenzionale?
“Il romanzo di E.L. James offre una leggera ma realistica descrizione della nascita di una storia d’amore. Comincia con una storia di sesso nella quale lui chiede a lei la sottomissione, lei concede erotismo ma pretende “di più”. L’appagamento sessuale reciproco, potentissimo collante nella coppia, viene man mano condito dal prendersi cura dell’altro, dal preoccuparsi del benessere psicologico ed emotivo del partner, dall’affetto nascente. Questo oscillare dall’affettività più profonda all’erotismo quasi bestiale, questo fitto intreccio di tenerezza e piacere fisico configura ciò che comunemente chiamiamo Amore. Riuscire a mantenere armonicamente questi due aspetti apparentemente antitetici, integrandoli e proteggendoli dalle interferenze del quotidiano rappresenta la sfida della vita di coppia. I tre volumi sono uno specchio fedele di questo processo amoroso, in particolare della passione il Grigio, dell’amore il Nero, della relazione il Rosso”.
Vi è spazio per questi comportamenti in un contesto di coppia?
“In una coppia “sana” le tecniche erotiche sado-maso sono introdotte di comune accordo quando la fiducia è profonda e sperimentata a tal punto da permettere di vivere  l’elemento  paura del dolore o dell’essere legata più come fonte di ansia controllata e stimolante, cioè positiva per l’eccitazione sessuale e il piacere, che come inibente. Spesso la voglia di fuggire o il terrore in corso di gioco sado-maso con uno sconosciuto attivano una reazione di allerta che si oppone potentemente al godimento sessuale. Al lettore la libertà di evocare al contrario esperienze positive in questi frangenti”.
Nel sesso tra adulti consenzienti pensa vi sia un limite? Quando un comportamento sessuale può essere definito normale?
“E’ difficile, per non dire impossibile, dare un giudizio di normalità in sessuologia: si preferisce parlare di salute sessuale o malattia. E’ malato il soggetto perverso, sano il deviante.  Si definisce deviante il comportamento sessuale che devia statisticamente dalla norma, dalla tradizione. Tralasciando i casi di condotta sessuale socialmente riprovevole, sempre sintomo di malattia, (come pedofilia, necrofilia o zoofilia), far uso di dispositivi audiovisivi o riviste a contenuto erotico-pornografico, annusare oggetti indossati dal partner, in particolare le scarpe, legare, bendare il compagno (consenziente), infliggere dolore a se stessi o all’altro (consenziente)… rappresentano comportamenti che non tutti sono soliti seguire durante gli incontri sessuali ma che non sono in sé patologici, semmai bizzarri.  Se però questo comportamento “bizzarro” diventa necessario, conditio sine qua non, per avere eccitazione e godimento sessuale si parla di perversione (“ho desiderio erotico, ma se non la sculaccio non mi eccito, non riesco a godere”). Al contrario, se sculacciare è una modalità di eccitazione, un gioco stimolante che facilita la realizzazione di un soddisfacente rapporto sessuale ma la sua mancanza non lo compromette, allora si parla di semplice devianza. Il letto è il teatro della vita. Il sesso è una straordinaria occasione di gioco, di sfogo, di regressione allo stadio infantile per rivivere situazioni pregresse con uno scambio di ruoli o di espressione della propria aggressività in modo controllato. La devianza è lo strumento che permette la rappresentazione teatrale, è ciò che colora il palcoscenico…”.
Bauman paragona l’individuo contemporaneo all’abitante di Leonia, una delle Città invisibili di Italo Calvino, i cui abitanti dichiarano che la loro passione è “godere di cose nuove e diverse”, consegnando al lavoro dello “spazzaturaio”, i resti delle “cose nuove e diverse” di ieri. Certo essere aperti al nuovo – e non solo nel sesso naturalmente – può costituire il segreto per continuare a crescere, evolverci e non arrenderci alla noia della routine.
Ma sono le relazioni umane a salvarci la vita. Preservandoci dalla solitudine, dal dolore e dal narcisismo egoistico di coloro che credono, erroneamente, che “gli altri” siano solo un mero accessorio da possedere o dominare.
Jessica Bianchi
 

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