Pubblico impiego contro il Governo

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I lavoratori della pubblica amministrazione sono scesi in piazza sabato 18 ottobre organizzando un’assemblea sindacale aperta davanti al Municipio di Carpi per dire basta ai tagli lineari forsennati e in difesa dei servizi pubblici. All’iniziativa, organizzata dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, hanno partecipato i dipendenti comunali dei quattro Comuni dell’Unione Terre d’Argine, quelli dell’Asp Terre d’Argine, dell’Azienda Usl Ospedale e del Distretto Sanitario di Carpi, tutti contro la ‘Riforma Madia’, e quindi contro il Governo Renzi. A far convergere gli interessi è stato soprattutto il ventilato blocco degli aumenti di stipendio, per molte delle categorie statali, in atto già da cinque anni. Il ministro della pubblica amministrazione, Marianna Madia, aveva annunciato nelle scorse settimane che il Governo avrebbe esteso al 2015 il blocco dei contratti per i dipendenti pubblici: in questo momento le risorse per sbloccare i contratti non ci sono perché l’Italia è ancora in una situazione di difficoltà economica, aveva detto la Madia. Da qui la protesta dopo cinque anni di tagli lineari forsennati, di blocco delle retribuzioni, oltre dieci di blocco del turn over, un esercito di precari senza certezze. Con i bisogni che crescono, come pensa Renzi di garantire salute, sicurezza e soccorso, istruzione, prevenzione, assistenza e previdenza?  “La campagna di pesante denigrazione del lavoro pubblico, che accompagna quelle norme – sostengono i sindacalisti – ha portato alla diffusa convinzione che la spesa pubblica sia sinonimo di spreco e che il lavoro pubblico sia una causa fondamentale del malessere del Paese”. I dati degli ultimi anni dimostrano che la riduzione del numero dei dipendenti e dei salari ha portato a una riduzione del costo del lavoro, ma la spesa pubblica è comunque aumentata e gli enti sono sempre più in difficoltà a erogare i servizi.
Inoltre, per effetto dei tagli, sono aumentati i carichi di lavoro e, allo stesso tempo, i cittadini rischiano di vedersi privare di servizi di qualità che territori come il Distretto di Carpi e la Provincia di Modena hanno saputo offrire per anni.
Per questo i lavoratori del pubblico impiego sono scesi in piazza: per raccontare “come si svolge quotidianamente il loro lavoro e l’erogazione dei servizi ai cittadini, per una mobilitazione in difesa del diritto dei cittadini italiani a servizi efficienti, che per essere tali hanno bisogno di un adeguato finanziamento, adeguata formazione e adeguato salario per i lavoratori che li offrono”.  Per questo motivo hanno voluto incontrare i cittadini, per trasmettere loro il senso di un impegno quotidiano: il loro lavoro permette l’esistenza di scuole dell’infanzia, nidi, manutenzione di edifici, parchi e strade, rilascio documenti ai cittadini, attività culturali, di vigilanza, presidi sanitari… nonché iniziative periodiche come il Festival Filosofia o la Notte Bianca. Le riforme annunciate da Renzi stanno agitando parecchio il pubblico impiego. Ciò può significare o che il Governo ha colto nel segno, colpendo interessi stratificati o che sta compiendo gravi soprusi sempre verso le stesse categorie.
S.G.
 

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