Una questione di etnia…

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L’Orchestra della Scuola Media Alberto Pio di Carpi è composta da un’ottantina di ragazzi che frequentano il corso a indirizzo musicale.  Nata come sperimentazione quindici anni fa, oggi è una realtà consolidata, nella quale l’emozionante veicolo della musica si rafforza grazie all’opportunità, preziosa, di poter suonare insieme. Condividendo la medesima bellezza. La stessa antica arte. Gravoso e impegnativo dal punto di vista della didattica e delle ore spese tra i banchi di scuola, il corso musicale è molto ambito. Entrarvi però non è affatto scontato. Quest’anno a fronte di un centinaio di domande, sono stati solo una ventina  i ragazzi ritenuti idonei e ammessi. La selezione dei candidati da parte di una Commissione specifica è basata su prove orientativo-attitudinali: test tesi a sondare il senso ritmico, melodico e armonico dei ragazzi, ai quali viene poi offerta la possibilità di approcciarsi ai quattro strumenti del corso (flauto, sax, pianoforte e chitarra) per coglierne la predisposizione naturale. Per ogni singola prova viene assegnato un punteggio, la cui somma dà luogo a una graduatoria. Un metodo rigido e inappellabile. Nei giorni scorsi è giunta in Redazione una segnalazione secondo cui sarebbero state inserite nella classe terza del corso musicale due allieve di origine pachistana le quali, durante le ore di musica, verrebbero allontanate dall’aula e dispensate da tale insegnamento, poiché “l’imam impedirebbe loro di ascoltare musica”. Un diktat di carattere religioso che cozza prepotentemente con l’anima stessa dell’indirizzo. Come mai, a fronte di due posti liberati, la Commissione scolastica non ha ripescato due candidati in graduatoria, preferendo ammettere due giovani evidentemente non interessate all’apprendimento musicale e strumentale? Lo abbiamo chiesto al dirigente (in foto) Tiziano Mantovani: “le due ragazze – chiarisce – rimangono assolutamente in classe al mattino. Pur non avendo partecipato ad alcuna selezione, sono state inserite all’interno dell’indirizzo musicale per una questione relativa a un’equa distribuzione degli alunni stranieri. Le due studentesse sono esentate dai due rientri pomeridiani durante i quali i ragazzi dell’indirizzo si dedicano alle lezioni di strumento ma condividono con i compagni tutta l’attività didattica curriculare del mattino, ore di musica comprese”. Una scelta certamente opinabile, considerata la selettività dell’indirizzo, i pochi posti disponibili e i tanti ragazzi motivati (italiani e stranieri) rimasti a bocca asciutta…
Jessica Bianchi
 

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