Integrazione, questa sconosciuta…

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Sono tutti stranieri i bambini della sezione della Scuola statale d’infanzia I Girasoli di via Nicolò Biondo. In realtà c’è una bambina italiana ma per lei si sta valutando l’ipotesi di un trasferimento in considerazione delle difficoltà che incontra, soprattutto legate alla lingua e l’Amministrazione si è impegnata a dare un sostegno pedagogico alle insegnanti nonostante la sezione sia statale e non comunale. E’ una realtà rovesciata quella che la sezione dei Girasoli ci presenta: finora ci si è preoccupati di garantire un ambiente accogliente e sereno per i bimbi stranieri, in questo caso ci si deve porre il problema di garantirlo ai bimbi italiani. Pakistani, cinesi, europei dell’est: alcuni dei 19 bambini hanno nazionalità italiana perché i loro genitori sono da tanti anni nel nostro Paese ma che tipo di problemi pone una sezione composta da bambini che provengono da tante culture diverse tra loro? E’ un caso isolato o potrebbe ripetersi in un prossimo futuro? Che tipo di preoccupazioni pone all’Amministrazione Comunale? Ci deve essere una componente italiana in ogni sezione o no? Le insegnanti sono pronte ad affrontare questi cambiamenti? Sono tanti gli interrogativi che abbiamo sottoposto all’assessore all’Istruzione del Comune di Carpi Stefania Gasparini, a partire dalla questione dello stradario, di cui le amministrazioni si avvalgono “per evitare che la libera scelta delle famiglie produca degli scompensi, per garantire maggior equilibrio dell’eterogeneità all’interno delle classi e per agevolare chi richiede la scuola più vicina alla propria residenza per motivi di trasporto” ma che non sempre ha raggiunto l’obiettivo prefissato.
Assessore, che ne pensa?
“Ci sono state una serie di circostanze che hanno condizionato la formazione di questa sezione. Resto convinta però che la presenza italiana vada garantita in ogni sezione e il dato statistico ci conforta in questo senso: nelle scuole d’infanzia di Carpi la percentuale di stranieri si attesta al 23%. E’ chiaro che il dato è diverso se consideriamo le singole scuole. Penso che sia comunque fondamentale dare la possibilità ai bimbi stranieri di frequentare i tre anni di scuola dell’infanzia perché in tal modo si garantisce loro l’apprendimento della lingua e un percorso che introduce alla scuola elementare dove arrivano più preparati”.
Come si è arrivati a una sezione interamente di stranieri?
“Ad aprile scorso lo Stato ha dato la conferma per l’istituzione di una quarta sezione di scuola d’infanzia statale ai Girasoli ma con una sola insegnante. Hanno avuto accesso alla sezione bimbi disponibili a frequentare solo alla mattina e ultimi in graduatoria per il basso punteggio ottenuto. Solo successivamente lo Stato ha aggiunto una seconda insegnante ed è stato possibile attivare il tempo pieno. Così si spiega la forte presenza di stranieri. Anche perché al contrario di ciò che si dice i residenti di origine straniera sono spesso in fondo alla graduatoria poiché hanno punteggi assegnati molto bassi causati dal fatto che spesso la madre non lavora”.
La presenza degli stranieri a Carpi si concentra in alcune zone della città e il criterio dello stradario basato sulla residenza inevitabilmente comporta che si formino classi interamente di stranieri in alcune scuole. Non è tempo di superare lo stradario o ridurne l’incidenza oggi pari a 20 punti?
“Non sono una talebana dei metodi e ciò che finora ha funzionato potrebbe non essere adeguato ad affrontare la situazione in futuro. Lo stradario è un criterio oggettivo che voleva evitare la creazione di scuole di serie A e scuole di serie B. Ma non si può affrontare la questione sull’onda dell’emozione di quello che sta accadendo ai Girasoli. Essendoci 19 bambini puntiamo a riequilibrare la situazione completando la sezione che può arrivare a comprendere fino a 26 bimbi. Questo è un campanello che ci costringe a valutare tanti aspetti a partire dalla questione educativa e pedagogica”.
E’ possibile che si presentino altri casi di classi interamente popolate di bimbi stranieri?
“Monitoriamo il dato anagrafico costantemente rilevando i flussi migratori: la presenza degli stranieri a Carpi è in calo”.
Sara Gelli
 

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