Sulle orme della leggenda del mantovano volante

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Quando passa Nuvolari la gente lo aspetta per ore e ore e finalmente quando sente il rumore salta in piedi e lo saluta con la mano. Chissà se c’era anche Tazio “Nivola” tra gli spettatori del Gran Premio Nuvolari 2014, manifestazione internazionale di regolarità riservata alle auto storiche. Sicuramente chi non si è perso questo evento è il carpigiano Edoardo Rolli: al volante della sua Triumph Herald CVT del 1966 ha partecipato alla 24esima rievocazione storica dedicata all’asso del volante mantovano scomparso nel 1953. Ogni anno da allora si disputa quella che, a tutti gli effetti, è una competizione sportiva di regolarità: dapprima deviando il corso della più famosa Mille Miglia poi, negli Anni Novanta, la Scuderia Mantova Corse ha creato questa vera e propria classica. La gara è inserita nel contesto di un campionato internazionale di regolarità che prevede una decina di eventi come appunto la Mille Miglia, la Coppa d’oro delle Dolomiti e la Targa Florio. La vera sfida per questi bolidi sta nel percorrere le tre tappe del percorso – in questa edizione da Piazza Sordello a Rimini, sino a Siena e ritorno – in un tempo prestabilito a una media di circa 50 chilometri orari. I giudici – severi controllori dei requisiti richiesti alle auto e agli equipaggi – durante il tragitto effettuano ulteriori rilevamenti cronometrici aumentando le difficoltà per i navigatori. Carpi ne ha ospitato uno in Piazza Martiri nel pomeriggio di venerdì 19 settembre, una vera e propria sfilata di mezzi a pochi chilometri dalla partenza di Mantova.
Edoardo, insieme al padre, il dottor Riccardo Rolli, ha portato a termine  la manifestazione chiudendo al 149° posto su 300 equipaggi partecipanti. Un percorso di 1.073 chilometri che si è snodato lungo alcune delle più suggestive strade del Belpaese:  “la vera emozione l’ho provata quando abbiamo attraversato le piazze delle città e dei borghi con la gente che ci si affollava intorno e ci fotografava”. Inoltre, ammette Edoardo Rolli, “restare 13 o 14 ore alla guida di un’automobile d’epoca è certamente impegnativo ma si è ricompensati dai paesaggi che si attraversano”. Questa edizione ha visto sfilare le vetture passando per  l’autodromo di Imola: “entrare dentro un vero circuito di gara con una vettura d’epoca è una gioia enorme per chi, come me, nutre  una grande passione per i mezzi d’annata”. Edo, oltre alle auto è appassionato di moto d’epoca e certamente lo vedremo impegnato in qualche altro avvenimento dedicato a questa attività motoristica. Alla prossima avventura. 
Dario Po
 

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