Dove sono finiti i soldi del Papa?

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Sono numerosi i cittadini che, a Novi, – comune ancora pesantemente alle prese con le difficoltà legate alla ricostruzione post sisma, e dove le polemiche non si fanno attendere – si domandano che fine abbiano fatto le donazioni promesse dalla Santa Sede all’indomani del tragico terremoto del 2012. Il Papa emerito, Benedetto XVI, il 26 giugno 2012 giunse a Rovereto sul Secchia per una visita pastorale alla popolazione terremotata: un evento storico rimasto impresso nelle menti di molti. Una giornata straordinariamente piacevole in quei giorni dolorosi: il Santo Padre venne di persona per portare il suo conforto e la sua carezza a una popolazione ferita, in ginocchio, ma pronta a rialzarsi con coraggio e tenacia. Qui in Emilia, terra di gente che non esita a rimboccarsi le maniche, oltre al conforto spirituale occorrono però anche i soldi. Tanti, per ricostruire case, scuole, aziende, insomma per ripartire davvero. E la gente ricorda che il Papa aveva promesso 100mila euro, una cifra piuttosto modesta se si pensa alle finanze vaticane, ma pur sempre qualcosa.
“Quando il Santo Padre arrivò a Rovereto – spiega l’ingegner Marco Soglia della Diocesi di Carpi – diede alla Diocesi 25mila euro. In precedenza dal Vaticano erano arrivati, in tre tranche, 64mila euro, utilizzati per le prime spese di assistenza ai parroci e le sistemazioni primarie, dunque per la prima assistenza nelle varie parrocchie perché, anche se era una cifra interessante, non era enorme. In seguito Papa Ratzinger fece un’offerta di 100mila euro che è stata impiegata per scelta del vescovo, Monsignor Francesco Cavina, per realizzare Fides et Labor (il progetto volto a finanziare otto attività imprenditoriali giovanili n.d.r.)”. E per la ricostruzione delle chiese? Per gli edifici religiosi vengono utilizzati solo fondi regionali. 
Federica Boccaletti
 

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