“La storia di Lorenza mi ha commosso”

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La settimana scorsa vi abbiamo raccontato la storia di Lorenza Tarasconi, la donna che, in seguito all’aneurisma cerebrale che l’ha colpita nel maggio del 2013, è oggi costretta su un letto. Incapace di muoversi e parlare, Lorenza comunica con la figlia ventenne Erika e il marito Stefano Borellini, con gli occhi. Una storia di dolore ma anche di speranza, perché la famiglia di Lorenza si è stretta intorno a lei e, giorno dopo giorno, se ne prende cura con amore e totale dedizione. Erica e suo padre non si sono mai arresi e non abbandonano la speranza di vedere migliorare Lorenza, le cui capacità cognitive sono intatte. “Mia madre è praticamente immobile e non riesce a parlare ma ride con noi, coglie al volo battute e doppi sensi. Se ci vede abbattuti o arrabbiati se ne accorge immediatamente. Comunica con noi con gli occhi, ci prende in giro con uno sguardo.  Ogni chiusura prolungata dell’occhio corrisponde a un sì: abbiamo imparato a fare domande binarie e lei ci risponde con un battito di ciglia. La mamma – ci ha spiegato Erika – ora riesce a fare dei piccoli movimenti ma non ha ancora riacquistato il controllo dei muscoli. I medici che abbiamo incontrato sinora non ci hanno mai dato alcuna speranza e anche durante l’ultimo consulto ci hanno detto che non ci sono possibilità di recupero. Io però non ci credo”.  La famiglia ha aperto una pagina Facebook dedicata a Lorenza, una sorta di forum, dove scambiare idee e opinioni e attraverso la quale chiedere aiuto e sostegno. “Siamo una famiglia propositiva: abbiamo solo bisogno di incontrare medici seri, capaci e umani, che abbiano voglia di credere insieme a noi al recupero di mia madre”, commenta Erika. A rispondere all’appello della famiglia è stato il primario del Reparto di Neurologia dell’Ospedale Ramazzini di Carpi, Gabriele Greco.
“La storia di questa famiglia mi ha davvero commosso e turbato, pur avendone vissute, professionalmente, di simili. L’imprevedibilità di un aneurisma che si rompe e le conseguenze drammatiche che ne derivano, infatti, non possono che lasciarci sgomenti. Ciò che colpisce maggiormente è sempre la giovane età delle vittime, la drammaticità dell’esordio e un cervello che può venire devastato dalla forza destruente di un flusso di sangue che annienta strutture cerebrali delicatissime. Pur non conoscendo il caso nel dettaglio, poiché la signora Lorenza non è stata seguita dal nostro Reparto (ndr Lorenza ha subito tre interventi al cervello ed è stata ricoverata quasi un anno tra Baggiovara e Correggio) mi pare si sia instaurata una sindrome locked-in, sintomatologia provocata da cause diverse, ma che danneggiano gravemente alcune strutture del tronco dell’encefalo. Purtroppo, esperienza clinica e letteratura medica al riguardo non lasciano molte speranze riguardo alla ripresa. Ci tengo però a ribadire che non posso avere la certezza che di questo si tratti non avendo ancora avuto la possibilità di vedere la signora”. Una cosa però è certa, ha proseguito il dottor Gabriele Greco: “l’assistenza dei familiari è talmente esemplare, amorevole e premurosa, che penso rappresenti già una grande cura: forse non la guarirà ma la farà stare molto meglio”. In partenza per le vacanze estive, il dottor Greco assicura: “come neurologo e come presidente onorario dell’associazione Alice sono disponibile a visitare gratuitamente la signora e a parlare coi familiari non appena rientrerò a Carpi”.
Jessica Bianchi
 

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