Un’estate congelata

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Il Carpi è ancora fermo su se stesso. L’estate biancorossa rimane congelata al punto tale che la scelta della guida tecnica è l’ultimo dei problemi. Il principale riguarda il budget per ricostruire la squadra. In questo momento, di fatto, non esiste: va costruito per autofinanziamento. Tutto il resto maturerà di conseguenza. Giuntoli si sta muovendo in una palude che si complica ogni giorno di più. Nel mese di giugno sono subentrati due enormi imprevisti che hanno scompaginato le carte in tavola e forzato un cambio netto di rotta e di strategia: il primo è l’abolizione dell’istituto delle comproprietà; il secondo, in ordine di tempo, è il taglio del 20-25% dei ricavi di Lega rispetto al preventivo concordato. Le due cose messe insieme comportano una slavina di guai che s’ingrossa tanto di più quanto è più piccola la società che ne viene travolta: 1) sparisce lo strumento per proteggere e generare patrimonio, ovverosia sei costretto a rinunciare alla tutela dei tuoi giocatori che mandi a giocare altrove, e a perdere forza contrattuale nei confronti delle società di livello superiore che ti prestano gli esuberi; 2) inevitabilmente si crea una crisi di liquidità; 3) inevitabilmente la crisi di liquidità coinvolge anche i tuoi competitor e quindi diventa più difficile fare buone cessioni per uscire dall’impasse.
Comunque, per rilanciare il progetto, non c’è soluzione alternativa al mandato categorico che Bonacini  ha consegnato a Giuntoli: vendere i più richiesti fino a realizzare plusvalenze per 1,5 milioni di Euro, che verranno re-investite in nuovo talento giovane e futuribile. Ad oggi, quando mancano circa tre settimane al ritiro (scatterà tra l’11 e il 13 di luglio ad Acqui Terme, provincia di Alessandria), il plusvalometro segna un terzo dell’obiettivo. Sono i 500mila Euro incassati dall’Empoli per la risoluzione della compartecipazione di Vincent Laurini. Il prossimo affare in uscita è Riccardo Gagliolo, su cui s’è scatenata una piccola asta. Il Carpi chiede un milione trattabile, e ragiona su un’operazione articolata in due tranche: prestito oneroso con opzione a cifra pattuita esercitabile l’anno successivo, che diventi obbligatoria qualora il giocatore accumuli un certo numero di presenze. La Sampdoria è da tempo in pole: offre circa 250mila per il prestito e poco più di 400mila per il riscatto. Ma con il cambio di proprietà (da Garrone a Ferrero) e il caos in direzione tecnica (Braida sarebbe pronto a rassegnare dimissioni-lampo) ha perso tempo e terreno. In settimana dovrà alzare la posta perché nel frattempo è entrato in corsa l’Empoli con un’offerta superiore (350mila subito e 450mila al saldo). I negoziati con il ds toscano Marcello Carli proseguono anche su un altro fronte: Lorenzo Lollo. Sul piatto ci sono soldi e contropartita tecnica (uno tra Pucciarelli e Signorelli). Sembrano raffreddarsi invece gli interessamenti di Chievo e Sassuolo per Letizia e Di Gaudio. La novità più importante, infine, arriva da Cagliari dove s’è insediato mister Zeman, e ha messo in cima alla lista dei desideri il suo leader ideale del reparto difensivo: Simone Romagnoli. Lo ha sgrezzato a Foggia in C1, poi se l’è portato a Pescara per vincere la B, e ora lo reputa prontissimo per la massima serie. In via Marx è già arrivata una prima proposta importante (vicina al milione di Euro). Giuntoli, al momento, aspetta il rilancio e lo dichiara incedibile. Ma è una situazione in divenire che andrà seguita attentamente. Potrebbe essere la svolta dell’intero mercato.
I sondaggi per il mister restano perciò sullo sfondo. Nessuna decisione verrà presa fino al termine della prossima settimana. I colloqui comunque proseguono. Giuntoli sta vagliando motivazioni, esperienze e profili molto differenti: ha sentito Ivo Pulga, ha cenato a Firenze con Stefano Sottili (che piace molto al Foggia, però muore dalla voglia di tornare per ricominciare da dove aveva straordinariamente finito), ha parlato con Aglietti (che deve trattare la buonuscita col Novara) e più volte con Toscano (con cui c’è feeling ma anche molta distanza economica e tecnica; per esempio: gradirebbe un massiccio intervento in difesa per ristrutturare il sistema di gioco con 3 centrali di copertura). Ma è probabile che alla fine sceglierà un top-Primavera, a caccia della grande occasione nel grande calcio. Non sarà né Alberto Bollini, nè Leonardo Semplici. Il nome nuovo, decisamente a sorpresa, è Paolo Nicolato, neo-campione d’Italia con il Chievo. Dopo il buon incontro di lunedì, il vero favorito alla successione di Pillon è diventato lui.  
Enrico Gualtieri
 

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