Agricoltura: una strada da percorrere

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E’ Matteo Baetta a gestire l’azienda agricola di famiglia: 120 ettari nella zona di Budrione. “Da quando ho iniziato, nel 1991, a oggi, abbiamo fatto investimenti importanti per dotarci di macchinari e attrezzi di ultima generazione in grado di velocizzare il lavoro. Negli Anni Quaranta e Cinquanta, la coltivazione del riso necessitava di molta manodopera: le mondine hanno fatto storia. A loro era affidato il compito di trapiantare le piantine e di mondare – o diserbare – il riso, ovvero eliminare le piante infestanti, in particolar modo il giavone, nemico numero uno della risaia. Oggi tutto è cambiato, il lavoro è duro, legato ai cicli vegetativi delle piante e alla natura, ma tutto si è meccanizzato. L’unica operazione che facciamo ancora a mano, entrando in risaia, è la monda del riso crodo o selvatico. Ovviamente non esistono nè orari, nè festività, ma passare dalle otto alle dieci ore sul trattore è diventato alquanto confortevole rispetto a venti, trent’anni fa”. In azienda si coltivano due varietà di riso: “il Carnaroli, vero e proprio re dei risotti, e l’Augusto molto amato dai nostri consumatori cinesi”. Complice la crisi economica sono numerosi i giovani che si stanno avvicinando al mondo dell’agricoltura in cerca di un’opportunità lavorativa. “Io credo moltissimo in questo settore – sorride Matteo – e anche se l’agricoltura comporta sacrifici e difficoltà è una strada da percorrere, poiché in grado di offrire ancora tanto, soprattutto ai giovani in cerca di lavoro e di un futuro stabile”.
 

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