Sos rifiuti, Reggio chiede aiuto

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Reggio Emilia è in emergenza rifiuti e ha invocato l’aiuto di Parma chiedendo di conferire 450mila tonnellate di indifferenziata all’impianto di trattamento meccanico del Cornocchio, da qui al 2017. Reggio Emilia ha deciso due anni fa di spegnere l’impianto di incenerimento per realizzarne uno per il trattamento meccanico bioologico, ma i lavori devono ancora concludersi. Nel frattempo Reggio Emilia intende portare i rifiuti nelle proprie discariche ma è sprovvista di impianti per il pretrattamento di selezione, passaggio necessario per il conferimento in discarica.  Nessuno si pronuncia apertamente ma molti pensano: “Ve l’avevamo detto”. Il modello Reggio, che era piaciuto tanto a certi ambientalisti spinti, mostra quindi le sue debolezze. Una provincia in emergenza non va lasciata sola, a maggior ragione alla luce di un Piano dei Rifiuti la cui gestione passerà presto alla Regione e supererà i confini provinciali, ma ci sono aspetti da discutere. Fra questi, il fatto che si tratta di far viaggiare 450mila tonnellate di spazzatura, senza nessuna previsione di calo della produzione. A Parma gli impianti TMB sono due, a Borgotaro e a Ugozzolo,  e ora Reggio chiede di riaprire quello del Cornocchio, fermo da due anni. Qualsiasi valutazione verrà fatta in sede di conferenza dei servizi a Parma ma mentre la Provincia è possibilista, per il Comune di Parma non sembra un’operazione dal bilancio ambientale sostenibile. “Rileviamo inoltre – scrive l’assessore all’ambiente del Comune di Parma, Gabriele Folli – che vi sono impianti TMB attualmente sottoutilizzati molto più vicini alle discariche reggiane come ad esempio quello di Carpi”. Il riferimento è all’impianto TMB di Aimag, quello per il quale il Piano regionale prevede la chiusura ma che Aimag vorrebbe conservare attivo per non compromettere la filiera dei rifiuti costruita nel corso degli anni. Prenderebbe così corpo l’alternativa che la stessa multiutility avrebbe avanzato alla Regione: mantenere attivo il TMB di Carpi che già esiste e costruire ex novo nella frazione reggiana di Gavassa un impianto di dimensioni (e costi) inferiori rispetto a quelle previste dal Piano Regionale dei Rifiuti.
S.G.
 

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