Presentazione de Il libretto grigio

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Lettori di tutto il mondo, unitevi (sempre che non vogliate finire in un campo di rieducazione)! Avrà infatti  luogo, domani alle 21, la presentazione che l’Apparato farà de ‘Il libretto grigio’. Gli emissari inviati da Mosca arriveranno, dopo un lungo viaggio a bordo di un vagone piombato, al Kalinka – ribattezzato per l’occasione circolo Aurora, in onore del celebre incrociatore che sparò il colpo che diede il via alla Rivoluzione d’Ottobre – di Carpi, per impartire a tutti i militanti le direttive circa la corretta interpretazione de ‘Il libretto grigio’, pubblicazione che, nel nostro Paese e in URSS, si sta rivelando un caso editoriale. Nato dal successo della pagina Facebook ‘L’Apparato’ la quale, in bilico tra satira e riflessione, ha commentato la situazione politica di questi mesi alla luce di un mondo, quello delle telefonate da Botteghe Oscure, del centralismo democratico, di una concezione del partito legata alla prima repubblica, alla Guerra Fredda e al ‘900 delle grandi ideologie di massa – che non c’è più, guadagnandosi non solo il seguito di decine di migliaia di internauti, ma anche l’attenzione – in alcuni casi divertita, in altri meno – di alcuni dei candidati alle primarie del Partito Democratico, ‘Il libretto grigio’ è un compendio ad uso del perfetto attivista di partito, ovvero una sintesi ragionata (e ben introdotta) dei contenuti della pagina Facebook. In realtà, quello degli ideatori de l’Apparato, è un tentativo più serio di quanto possa sembrare a prima vista per discutere di partiti nel 900, formazione politica, comunicazione politica ai tempi del web e forma partito. Tutti temi che, nel periodo di maggior discredito – va detto, in gran parte meritato – per la mediazione politica dei partiti – non possono certo vantare una grande popolarità ma che tuttavia restano importanti per chi non crede nella democrazia diretta dal web, la quale spesso si riduce ad una corsa all’opinione più becera, ad un risveglio degli istinti più bassi perché protetti dall’anonimato di una tastiera e di uno schermo. D’altronde: “La creatività è ammessa solo se è pianificata”, come suggerisce uno dei diktat dell’Apparato. Domani sera al Kalinka di via Tassoni i compagni de L’Apparato formeranno dunque quadri e commissari politici con il loro stile comunicativo inconfondibile, composto di un lessico da funzionari a metà tra il burocratese e l’Haiku, di parole d’ordine incomprensibili ai profani e dell’assoluta ripulsa per qualsiasi appello a concetti per loro privi di fondamento come democrazia digitale, accesso agli atti, liberalizzazione, privatizzazione, colore. “La società civile? Di quante divisioni dispone?”, dicono abbia chiesto uno dei più alti commissari politici dell’Apparato. Insieme a queste eminenze in giacca grigia ci sarà anche Massimiliano Panarari, uno dei maggiori politologi italiani e autore, tra gli altri, de “L’egemonia sottoculturale. L’Italia da Gramsci al gossip”. Da Botteghe Oscure ci si aspetta una vasta partecipazione popolare, anche perché pare che, a fine serata, alcuni politici carpigiani in odore di eresia renziana, tra i quali il presidente del consiglio comunale Giovanni Taurasi, saranno spediti a Novosibirsk. “Dove potranno parlare di legge elettorale e citare Baricco quanto vogliono. Le Guardie Rosse, tanto, capiscono soltanto il russo” ha chiosato un esponente dell’Apparato.

 

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