Rovereto non si ferma

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I trentini, lavoratori instancabili, hanno risolto nei comuni terremotati innumerevoli problemi e nessun ringraziamento sarà mai sufficiente a ripagare tanta generosità.  Una delle comunità ad aver maggiormente beneficiato dell’altruismo trentino è Rovereto. Grazie all’impegno dell’associazione Tutti insieme  per Rovereto e Sant’Antonio Onlus (che ha saputo mediare e gestire al meglio le relazioni con i volontari da altre regioni, le donazioni degli sponsor e le tensioni con l’Amministrazione Comunale), il piccolo e martoriato paese ha già raggiunto obiettivi importanti e insperati. Anche Radio Bruno ha contribuito con fondi di Teniamo Botta per finanziare il Centro Servizi Polivalente, le luminarie natalizie lo scorso anno e quest’anno, l’animazione della festa per i bambini lo scorso anno. Per  presentare il prossimo progetto, il 15 dicembre si terrà un pranzo di Natale aperto a tutti. A Maurizio Bacchelli, presidente dell’Associazione, chiediamo:
Bacchelli, cosa è già stato realizzato a Rovereto grazie alla Onlus Tutti Insieme per Rovereto e Sant’Antonio?    
“Quando verifico le cose fatte nel 2013 rimango tutte le volte sorpreso dal numero e dal peso dei progetti portati a termine. La realizzazione del Palapanini,  del Centro Servizi Polifunzionale  e del progetto Pioneer hanno comportato il coinvolgimento di decine di volontari e movimentato risorse ingenti. A queste iniziative si aggiungono le donazioni di strumentazioni sanitarie e computer , la pavimentazione esterna della nuova chiesa, le due pubblicazioni e la ricerca di sponsor per progetti dell’Istituto Comprensivo. Non voglio poi dimenticare i momenti di festa che, oltre a contribuire alla raccolta di fondi, hanno consentito a centinaia di persone di passare qualche momento insieme mantenendo più salda la comunità. Ognuno di questi progetti, che troverete illustrati nel nostro calendario, da solo giustificherebbe la nascita della nostra associazione”.
I problemi della comunità ancora non sono risolti, ma il tempo scorre e nell’immaginario collettivo il peggio è passato anche se di ricostruzione vera e propria ancora non si parla. Come descriverebbe la situazione oggi a Rovereto?
“Chi avesse visitato il nostro paese subito dopo gli eventi del maggio 2012 forse rimarrebbe ancor più colpito dai vuoti lasciati dalle demolizioni che purtroppo continueranno ancora e dal ridotto numero di cantieri aperti. Come  sanitario sono molto preoccupato per la tenuta psicologica dei roveretani che, oltre a condividere le difficoltà presenti in tutto il paese, sopportano il peso del post terremoto. La ricostruzione con i suoi tempi lunghi e con una burocrazia complessa, difficile, ostica persino agli stessi tecnici, è mal sopportata da una popolazione che non riesce a calarsi nel ruolo di chi  aspetta con paziente rassegnazione gli eventi. La voglia di farcela da soli in tempi brevi, che tanto è stata ammirata nella nostra popolazione subito dopo l’evento, paradossalmente sembra ritorcersi contro di noi. Questa sorta di immobilismo costituisce motivo di forte frustrazione nella gente e produce un preoccupante risentimento nei confronti degli Uffici Tecnici e delle istituzioni. Per questo penso che ora, passata la fase più  acuta dell’emergenza, potrebbe essere utile ripristinare quell’importante momento di dialogo tra cittadinanza e Amministrazione Locale rappresentato dalla presenza degli amministratori un giorno alla settimana nelle frazioni. Occorre trovare un luogo ove questo malessere e queste difficoltà possano essere ascoltate e se possibile risolte.  Alla luce di come stanno andando le cose  temo anche  che la previsione temporali fatte circa lo smantellamento dei moduli abitativi siano un po’ ottimistiche  e spero che quelle aree non si trasformino nel tempo  in un concentrato di disagio sociale”.
 Il prossimo progetto è un circolo polifunzionale: di cosa si tratta esattamente e in quale zona del Paese sorgerà?
“Con la realizzazione del Centro destinato alle attività delle associazioni che è in incubazione da molto tempo e che ci vede coinvolti insieme agli amici dell’Ana di Trento e con l’essenziale collaborazione dell’Amministrazione, si arricchirà ulteriormente l’area del paese nella quale si sono andati concentrando i servizi, ossia la zona del Centro Sportivo”.
Il 15 dicembre si terrà anche un pranzo di finanziamento dell’associazione: come si svolgerà e a chi è aperto? E come si può contribuire ai progetti?
“Le feste di fine anno sono sempre l’occasione per una riflessione su quanto realizzato e un momento per trovarci insieme e sentirci meno soli di fronte alle difficoltà. Molti sono i momenti importanti che abbiamo  coordinato con la Proloco e l’Amministrazione che vanno dall’addobbo dell’albero di Natale da parte dei bambini, l’8 dicembre, che ancora una volta gli Alpini dell’Ana hanno voluto donarci (ne hanno donato uno anche a Sant’Antonio e a Novi) alla lettura da parte di Paolo Di Nita e dei suoi allievi nella Chiesa di Sant’Antonio il 23 dicembre del Canto di Natale di Dickens, alla posa della prima pietra del nuovo edificio con successivo pranzo aperto a soci e non  il 15 dicembre. Tra le iniziative che abbiamo in cantiere c’è anche la vendita dei pacchi natalizi, delle nostre pubblicazioni e dei calendari che contribuiranno a finanziare i progetti per il prossimo anno. Radio Bruno offrirà le luminarie. Ringrazio  tutti quelli che hanno collaborato  a fare di questa associazione,  coi i suoi oltre 700 iscritti, una delle più numerose e attive del cratere”. 
Clarissa Martinelli
 

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