L’acqua della discordia

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“I miei figli si sentono come gli ebrei nella Germania nazista”. Dopo l’infelice commento di Mr Berlusconi relativo alla presunta “persecuzione” mediatica ai danni dei suoi figli, Carpi decide di copiargli l’ennesimo scivolone. Su Facebook infatti, ci segnala Sara Rovatti del Comitato No Amianto, da giorni, tiene banco una querelle, a tratti grottesca, tra i promotori dell’acqua in bottiglia nelle mense e i difensori di quella del sindaco. Come distinguere infatti i bambini a cui somministrare l’una o l’altra per facilitare le insegnanti? L’idea avanzata sarebbe quella di mettere una spilletta per alcuni giorni ai bimbi muniti di bottiglietta al seguito. Scandaloso e inammissibile, esclama l’altra parte della barricata: “sarebbe discriminatorio, come la stella gialla cucita sugli abiti degli ebrei”. Molto meglio, a parer loro, dividere i bambini in tavoli diversi. “E cosa facciamo se due migliori amici che siedono solitamente al tavolo insieme vengono di punto in bianco divisi? Questa sì che sarebbe un’azione discriminatoria”, prosegue Rovatti. Un paragone, quello con la stella di David, tanto di moda quanto inappropriato: “comunque non importa se sarà una spilla, un braccialetto o un adesivo in fronte, basta che ci venga assicurato il diritto della somministrazione dell’acqua in bottiglia e nessun tipo di divisione in gruppi”, conclude Sara. Una cosa è certa cari genitori: questa benedetta bottiglia ve la stan proprio facendo sudare!
Jessica Bianchi

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