Portatori sani di musica!

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Se dopo trent’anni quattro musicisti si chiedono se sanno suonare a tempo allora stai guardando Fuori Tempo, il nuovo spettacolo della Banda Osiris. Fuori Tempo: il kamasutra della musica, l’orto primigenio delle semicrome, la sincope rigenerante. Lo stile dello spettacolo è miracolosamente sempre quello, da trent’anni a oggi. Una calibratissima, perfetta mescolanza ironica tra tecnica e improvvisazione dove i generi si confondono, s’incastrano, si evolvono l’uno nell’altro: dalla musica classica a quella pop, dal jazz alle sorprese musicali. La musica suonata è una continua deriva, un continuo slittamento tra fantasia e creatività. Grovigli di note generano continue esplosioni di significati e aperture di senso, libere associazioni collegano il più sconosciuto compositore alla sublimità di un evergreen, rivoltandolo subitaneamente in un soprendente sberleffo tipico della tradizione popolare. Anche gli strumenti musicali, oltre a svolgere diligentemente il loro ruolo, diventano oggetti di scena, voce caustica e dissacratoria, corrosiva della massificazione, trombe e fiati diventano la voce anarchica e ribelle della creatività contro una società che vorrebbe la musica sempre più ingabbiata in una lenta e inesorabile omologazione. Così la musica esplode in qualcosa d’altro, un corto circuito impossibile da mettere su di uno spartito, negando anche la più flessibile catalogazione. I quattro musicisti allestiscono una lezione sul ritmo che regola ogni espressione musicale sin dalla notte dei tempi. Se in natura il ritmo cardiaco genera la costanza del tempo, il ritmo binario in questo spettacolo non è altro che un suono di fiati che materializza un treno, quello ternario le prime note di “ho giocato tre numeri al lotto” e da qui ad arrivare a uno jodel è uno scherzo. Gli strumenti ballano, si avvinghiano e si moltiplicano. Dalla misteriosa pancia di un pianoforte sgorgano senza sosta infiniti altri strumenti o, meglio, oggetti tra i più svariati che vengono usati come strumenti. L’arguzia si mescola al nonsense e, insieme, generano un fuoritempo che lancia fuori da ogni tempo, espandendo i confini della musica e della sua esiguibilità. Ci sono anche composizioni ad personam, gregoriano, twist, sfilate di moda dei termini musicali. Mozart genera attraverso Madamina il catalogo è questo una creatura arcimboldesca alta più di tre metri costruita solo con strumenti musicali abbandonati in una cesta, al pari di Sinfonia Fantastica di disneyana memoria. Ligabue e John Lennon sono le chicche finali, comico l’uno e poeticissimo l’altro. L’interrogazione finale al pubblico è d’obbligo per verificare il grado di apprendimento ritmico-musicale. Anche in questo spettacolo la Banda Osiris si conferma un gruppo riconoscibile ma difficilmente definibile, i portatori sani di una musica animata, giocata e magicamente sfiatata, rivoluzionata e in perenne movimento, leggera e stupita, orgogliosamente indipendente, testardamente divertita, spiazzantemente dissacrante e atipicamente elegante. Dopo Giuseppe Giacobazzi, Paolo Cevoli e Sabina Guzzanti, Alice – Associazione per la lotta all’Ictus cerebrale – Sezione di Carpi, presieduta da Maurizio Calestrini, in collaborazione con Radio Bruno, per sensibilizzare la cittadinanza a questa invalidante patologia, propone, martedì 29 ottobre, alle 21, nella cornice del Cinema Corso di Carpi, una serata all’insegna della musica e del divertimento, insieme alla Banda Osiris. Tutto il ricavato sarà devoluto ad Alice. (Per la prevendita rivolgersi a Radio Bruno – 059.641430).

I numeri dell’ictus

Ictus. Una malattia temibile dall’impatto sociale importante, come sottolinea il dottor Gabriele Greco, primario dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale Ramazzini di Carpi e consigliere di Alice. “Questa patologia rappresenta la prima causa di invalidità permanente, la seconda causa di demenza dopo l’Alzheimer e la terza di mortalità”. I dati epidemiologici nel nostro Paese sono a dir poco impressionanti: si parla di 150/190mila casi di ictus all’anno, la maggioranza di tipo ischemico, di cui circa il 30% è costituito da recidive. In Provincia di Modena i numeri si attestano sui 1.500/2.000 l’anno, mentre all’Ospedale di Carpi, presso l’Unità Operativa di Neurologia, si trattano mediamente 350/400 ricoveri. Una patologia spesso poco conosciuta, soprattutto tra i giovani, che deve invece entrare a far parte della loro educazione. I fattori di rischio che predispongono all’ictus e alle altre malattie vascolari (quali fumo, obesità, sedentarietà, errata alimentazione, ipertensione e diabete) possono manifestarsi e danneggiare le arterie sin dall’età giovanile, anche se tale patologia, in continuo aumento, resta una malattia tipica della terza età e la sua incidenza aumenta notevolmente dopo i 60 anni.
Jessica Bianchi

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