Brillano ancora le 5 Stelle di Carpi

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Favia fu il primo. Poi vennero Mastrangeli, Labriola e Furnari. Infine fu il turno della senatrice Gambaro. Eccoli qui alcuni dei “traditori” del Movimento 5 Stelle, “epurati” per mano del leader maximo, Beppe Grillo, tratteggiato più volte da Vauro come il “Dio sterminatore” o, per dirla con le parole del professor Pietro Barbetta, psichiatra ed esperto di isteria, il “tiranno narcisista”. Ma cosa pensano i militanti della svolta autoritaria del comico genovese prestato alla politca? Preoccupano le ripetute defenestrazioni e la deriva della democrazia interna? Che il fenomeno 5 stelle stia rischiando d’implodere con la stessa velocità con cui è nato? Lo abbiamo chiesto al carpigiano Andrea Losi, consigliere comunale del Movimento Carpi 5 Stelle.
Sul Fatto quotidiano, che ha spesso strizzato l’occhio al Movimento, Antonello Caporale ha demolito il profeta dei Cinque Stelle: “Beppe Grillo resta un comico, non un leader, nemmeno un capo. Un leader non è un poliziotto e la sua autorevolezza non si sostiene con le sanzioni. Ha creato un movimento non un carcere”. Aumentano coloro che accusano Grillo di “totalitarismo”, “atteggiamento fascistoide” e “tirannia”. Tanto che alcuni suoi parlamentari, sono già confluiti nel gruppo misto.
Losi, come commenta?
“La prima volta che ho sentito dare del fascista a Grillo e ai grillini fu durante la festa del PD di Carpi nel 2008. Teneva banco il Referendum comunale contro la cessione di Aimag a Hera e rimasi sorpreso nel sentire un signore di una certa età darci dei fascisti, mentre spiegava a un capannello di persone intorno a lui, che quel Referendum era populista nonché un inutile spreco di denaro. I Referendum nazionali sull’acqua del 2011, nel solco di quello comunale di qualche anno prima, hanno provato il contrario. Da allora riascolto quelle stesse accuse ogniqualvolta l’asticella della competizione elettorale si sposta più in alto. Se oggi la presenza di una lista del M5S alle Amministrative non scandalizza più nessuno, non fu così nel 2009; analogo discorso per le Regionali del 2010 e le Politiche del 2013. Sono pronto a scommettere che la stampa estera ci marcerà sopra, come quella italiana ora, in occasione delle Europee del prossimo anno. Sono critiche sterili e superficiali; accuse che invece si possono rivolgere a Berlusconi, che governa il Paese insieme al Pd. Un’ipotesi, questa, che lo stesso Caporale riteneva inconcepibile, più o meno nello stesso periodo in cui scriveva le medesime considerazioni su Grillo. Se per assurdo Grillo si alleasse con Berlusconi, posso garantire che il M5S si sfascerebbe un istante dopo, mentre il Pd è ancora tutto lì. Anche a Carpi non vi è stata alcuna defezione. Se esiste una forza politica totalitaria in Italia, non è certo il M5S”.
Le cacciate dall’Olimpo dei parlamentari grillini da parte del leader del Movimento fanno storcere il naso a chi pensa ancora che la democrazia preveda il diritto di esprimere la propria opinione. Come vivete tali epurazioni voi militanti?
“Grazie all’attenzione mediatica riservata alle espulsioni nel M5S, si è potuto apprendere che la pratica dell’espulsione è un fenomeno abbastanza comune all’interno delle forze politiche di questo Paese, né più, né meno, che nel M5S, anzi di più nelle altre”.
Certe esternazioni, (ndr Stefano Rodotà, passato velocemente da padre della patria a “ottuagenario miracolato dal web”) fanno perdere consensi e alle ultime Amministrative avete assistito a un crollo di voti. Preoccupati per le sorti future del Movimento?
“Il consenso non è un problema perché l’obiettivo è la partecipazione: 10 voti persi non valgono quanto 1 solo attivista guadagnato alla causa o 1 cittadino in più che s’impegna nel nome del senso civico”.
Ci sarà mai un dopo Grillo? La creatura sopravvivrà al padre? Persino Di Pietro ha lasciato le redini dell’Italia dei valori…
“Non credo. Il Movimento è nato per sparire e sparirà quando vedrà realizzato il proprio programma. Il mio auspicio è che ciò avvenga prima della naturale, vista l’età, uscita di scena di Grillo”.
Siete davvero il nuovo che avanza o l’entrata in Parlamento vi ha reso come gli altri partiti?
Quali i vostri punti di forza?
“La restituzione allo Stato, finora, di 42milioni di euro di contributi elettorali e 1milione e mezzo dalla decurtazione degli stipendi dei parlamentari, segnano un netto spartiacque tra noi e i vecchi partiti. I nostri punti di forza sono numerosi: dalla rete alla presenza nelle piazze del Paese, alla capacità di fare controinformazione grazie al blog di Grillo”.
Tra poco meno di un anno a Carpi si tornerà alle urne per eleggere il nuovo sindaco. Il Movimento 5 stelle presenterà un candidato?
“Le improvvide dimissioni di Lorenzo Paluan hanno reso il nostro cammino verso le Amministrative del 2014 in salita, ma ce la faremo anche stavolta e riusciremo a metter in piedi un progetto in continuità con quanto fatto sinora”.
Quanti militanti conta il movimento in città?
“Sono una quindicina coloro che attivamente partecipano all’organizzazione del M5S a Carpi”.
Quali sono, a vostro parere, le problematiche che dovrebbero essere risolte in città?
“Tutte le problematiche a cui occorrerebbe metter mano immediatamente nella nostra città hanno una dimensione che non può più esser affrontata a livello locale e con lo strumento della delega politica. Il superamento della rappresentanza politica, verso forme di vita pubblica improntate alla partecipazione, con cittadini che decidono in prima persona del proprio futuro e del destino della città, rappresenta l’unica via per sperare di trovare delle risposte ai problemi della crisi che, altrimenti, renderebbe qualunque tipo di scelta e soluzione impopolare e di fatto inattuabile”.
Jessica Bianchi

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