“La Festa siamo noi”

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Sono loro l’anima della Festa democratica organizzata dai Circoli Pd dell’Unione Terre d’argine. I volontari. Negli occhi la stessa passione. Il medesimo entusiasmo. Quelli di sempre. Tra loro non ci sono divisioni, nè screzi. Perchè la base del partito democratico locale è forte e coesa, animata dai valori e gli ideali d’un tempo. Entrare nelle cucine dei tre ristoranti gestiti direttamente dai volontari è un’emozione straordinaria. Donne, uomini, giovani e, soprattutto, meno giovani, si muovono come un corpo solo, per dare il meglio di sè e mettere a tavola centinaia di astanti. Domenica scorsa, poco prima di cena, accompagnata dal segretario del Pd di Carpi, Davide Dalle Ave, novello Cicerone, mi accolgono calorosamente e mi dedicano alcuni minuti prima di dare il via alle danze. La regina de Il mare e la tradizione – che quest’anno per la prima volta unisce i sapori del mare a quelli della tradizione enogastronomica della nostra terra – è la carpigiana Eola Papazzoni. Cuoca sopraffina, Eola da quarant’anni non si perde una Festa dell’Unità: “è faticoso – ammette sorridendo – ma non posso mancare, perchè credo in questo partito e in ciò che fa. Anche se mi auguro si mettano finalmente d’accordo e superino ogni divisione”. Dietro le quinte del ristorante lavorano freneticamente una sessantina di volontari: “siamo in tanti ed è una scommessa andar d’accordo e amalgamarci bene”, ci spiega Eola, ma quando “si devono far mangiare 500 persone si ha poco tempo per discutere”. Come darle torto? Lo stesso sorriso lo ritroviamo anche sul volto del capo chef de L’Osteria della Quercia, Maurizio Benetti che il volontario, dietro i fornelli della festa del Pd, lo fa “da una vita. Da 26 anni sono qui, all’Osteria, poiché desidero mettermi al servizio del partito e della mia città e, inoltre, nel corso del tempo, ho instaurato con gli altri volontari dei bellissimi rapporti di amicizia. Tutti noi abbiamo valori comuni e l’ambiente è piacevole. Non potrei mai rinunciare a questa esperienza e di certo non si può abbandonare la nave solo perchè tra i vertici c’è un po’ di maretta. Noi vogliamo fare qualcosa per il nostro territorio e garantire stabilità e unione”. Piatto consigliato della casa? “Polenta fritta, paparucci e gnocco” naturalmente! Parola dei 30 volontari dell’Osteria, nelle cui file militano anche alcuni giovanissimi. Con l’acquolina in bocca, ci dirigiamo verso il Falò, fiore all’occhiello della festa carpigiana, dove ad attenderci, con una vigorosa stretta di mano e il pragmastismo di chi, vicino a quelle griglie, ci ha passato una vita intera, c’è Giuliano Depietri. “Scrivi che son qui da 35 anni, ma sono di più”, sorride. “Noi volontari ci siamo sempre, per il partito e per chi ha bisogno di una mano. Associazioni, scuole… noi mettiamo a disposizione la nostra esperienza e la nostra attrezzatura a chi ce le chiede, perché se si ferma il volontariato, si ferma tutto”. Sono in 60 a far funzionare il Falò, una macchina da guerra ormai collaudatissima: “pensa che siam riusciti a dar da mangiare in una sera a 1.500 persone”. Ma accanto agli storici volontari che accudiscono con amore ed esperienza fuoco e succulente grigliate, c’è anche un piccolo esercito di ragazzi: “sarò anche un pensionato – prosegue Giuliano – ma mi piace tenermi aggiornato e allora ho chiesto a mio nipote di lanciare un invito via Facebook per assoldare nuove leve. L’adesione è stata meravigliosa e l’aiuto dei ragazzi è prezioso”. Il tema del ricambio generazionale infatti, costituisce la vera nota dolente. La sfida che, negli anni avvenire, dovrà essere vinta, per continuare a garantire lunga vita al mondo del volontariato. “Io non sono per la rottamazione – ride il 74enne Ivo Po, anima, insieme ad altri quattro volontari, della balera della festa – credo che l’esperienza dei vecchi debba essere messa a frutto e consegnata nelle mani dei più giovani. La passione, la voglia di fare e l’entusiasmo però, non sempre li ravvedo nei ragazzi. Forse perché, a differenza di come eravamo noi, hanno tante cose da fare e tra cui scegliere. Sarà dura in futuro”.
Jessica Bianchi

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