Nappa ricorda l’amico di Carpi, Little Tony

0
368

Eccolo l’amico carpigiano di Little Tony, al secolo Antonio Ciacci, romano di Tivoli, morto a Roma il 27 maggio all’età di 72 anni, lasciando nel dolore e nello sconforto quanti lo avevano conosciuto e i tanti colleghi di lavoro che lo hanno sempre apprezzato sia dal punto di vista professionale che umano. “Perché Little Tony lascia un ricordo di sè carico di contenuti morali e umani in quanto persona buona, gentile e disponibile, che non si era lasciato condizionare dalle luci della ribalta, dalla bramosia del successo e dalle logiche spesso crude ed egoistiche della carriera. Non si ricorda di lui nessun litigio con qualche collega perchè egli faceva prevalere sentimenti di comprensione, di tolleranza e di amicizia sulle ragioni egoistiche della professione”. Questo il commento del suo amico carpigiano Vincenzo Nappa, imprenditore nel settore dell’abbigliamento, appassionato di musica italiana degli Anni ‘60 e ‘70, nonché cultore e storico cinematografico, che ha accumulato nel tempo centinaia di pellicole con i più bei film degli ultimi cinquant’anni, italiani e hollywoodiani. Una collezione, la sua, da vero amante e appassionato del cinema, custodita gelosamente nella sua abitazione carpigiana. “Conobbi Little Tony 25 anni fa, a Pavullo, e da quel momento si è instaurata tra di noi una grande amicizia, coltivata dapprima andandolo a seguire nei concerti che teneva in Emilia, poi forgiata con la frequentazione della mia famiglia nella mia casa carpigiana. Little Tony non mancava mai alle mie feste per compleanni o ricorrenze dove cantava gratuitamente e dove portava, spesso, cantanti della sua generazione come Bobby Solo, Mal, Dino, Michele, i Dik Dik, i Nuovi Angeli o l’attore Massimo Boldi. E Little Tony doveva essere presente all’inaugurazione della nuova boutique di mia figlia Rossella, insieme a Boldi, il 9 febbraio scorso, ma quel giorno era impegnato in Rai nella trasmissione di Carlo Conti, I migliori anni.
Ma Nappa ha anche altri ricordi personali legati alla figura dell’uomo e del cantante, a seguito dei continui weekend nella villa di Carpi, soggiorni non legati a concerti ma, semplicemente, perché il cantante romano gradiva questi tuffi nella realtà della provincia modenese dove si rilassava e poteva mangiare, il sabato sera, i tortellini in brodo di cui andava ghiotto, in compagnia dei tanti amici della famiglia Nappa. Che egli affermava essere diventata la sua seconda famiglia, dopo che era rimasto vedovo e visto che l’unica figlia era ormai grande. Un’altra rivelazione di Nappa è quella della sua profonda fede religiosa e della devozione a Padre Pio e alla Madonna. In onore di quest’ultima aveva contribuito alla ristrutturazione del Santuario del Divino Amore, a Roma, nei pressi dell’ippodromo delle Capannelle, chiesa nella quale si sono svolti i solenni funerali alla presenza di non meno di tremila persone, tra cui non poteva mancare l’affezionato amico carpigiano. “E’ stato un funerale grandioso, in cui era palpabile l’emozione – aggiunge con voce rattristata Nappa – con tutta quella gente anche fuori del Santuario, che ha potuto seguire la funzione religiosa grazie a un maxi schermo posizionato sul piazzale. Presenti la figlia Cristiana e tanti cantanti, da Bobby Solo a Morandi, ad Al Bano. Presenti anche il sindaco Alemanno e i presentatori Mara Venier e Pippo Baudo, oltre al fratello Enrico Ciacci, famoso paroliere delle canzoni di successo interpretate dal fratello. Incontenibile la commozione della gente accorsa, nell’udire le note dei suoi brani più celebri: 24 mila baci che lo fece conoscere al grande pubblico a Sanremo in coppia con Celentano, Riderà (la sua canzone preferita) e Cuore matto. Poi il feretro è stato condotto al cimitero di Tivoli, dove vivono ancora gli anziani genitori, scortato da una decina di Ferrari (tra cui la sua California del 1960) perche è nota la passione che aveva per le rosse di Maranello”.
L’ultima volta che l’ha sentito quando è stato?
“Qualche settimana fa, quando era in ospedale. Abbiamo parlato di tutto, della sua malattia, dei miei tortellini, della squadra della Roma di cui era grande tifoso e della mia Fiorentina. Ma avevo intuito che ben difficilmente l’avrei avuto nuovamente mio ospite a Carpi”, è il triste e commosso ricordo di Vincenzo Nappa.
Cesare Pradella

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here