Arte: tra poesia e immagini

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Le ore lunghe: poesie in forma visiva è il titolo della mostra dell’artista Carlo Coppelli (in foto) allestita dal 18 maggio al 2 giugno, presso la ex Sinagoga di Carpi. “Gli elaborati esposti – spiega l’artista – sono la sintesi di una fase recente del mio lavoro. Una prima serie composta da 13 pezzi, ma meglio sarebbe dire “pezze”, dal momento che il materiale di supporto è costituito da semplici pezzuole di cotone o lino recuperate a casa o in mercati e pesche di beneficenza; lavate ma comunque “usate”. Più un’altra serie di lavori accoppiati a due a due, eseguiti in materiali vari. Il comune denominatore è costituito dalla relazione fra parola e immagine, in particolare tra poesia e immagine. Si tratta sempre di presenze passate, lasciate da altri in un recupero della dimensione della memoria e dell’immaginazione. Allestire una mostra nella ex Sinagoga mi è parsa poi un’opportunità irrinunciabile. La sinagoga infatti è il luogo emblematico della profonda connessione fra parola e immaginazione e adatto a raccogliere le suggestioni delle tracce. Non un semplice contenitore, bensì un posto della relazione fra spazio, parola e pittura. Laddove la pittura aiuta a definire l’indefinito e l’intuitivo, per la sua capacità di rievocare ancor più che descrivere e per la sua essenza di contenitore. E in questo contesto aperto sarebbe gratificante che il visitatore potesse dialogare con le immagini attraverso le proprie intuizioni e rievocazioni, in quel sottile gioco di specchi (per altro presenti nelle pareti), naturale nella relazione tra il cosiddetto artista, l’immagine e chi questa immagine la osserva e la rielabora”. (Vernissage sabato 18 maggio, alle 18, seguirà un rinfresco). Orari d’apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13, il martedì e il giovedì dalle 16 alle 18 e il sabato e la domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 17 alle 19.
Sabato 18 maggio, dalle 21 alle 23, in occasione della Giornata europea dei Musei, Carlo Coppelli terrà un laboratorio di arte terapia al Museo Monumento al Deportato dal titolo: Nero è l’albero dei ricordi, azzurra è l’aria. “L’esperienza espressiva del laboratorio, basato su tecniche di arte terapia e sulle modalità del gioco relazionale, aiuterà ad adottare un diverso e personale punto di vista – spiega Carlo – attraverso il quale osservare e tradurre le testimonianze di un periodo storico così buio e apparentemente lontano da noi; ma potrà anche aiutarci a riflettere sui grandi temi della memoria e dell’oblio, dell’identità, dell’identificazione e dell’arte come testimonianza, conoscenza e salvezza”. La partecipazione è gratuita (informazioni e iscrizioni allo 059.688272) e non implica particolari abilità di carattere artistico. Il materiale grafico – artistico verrà fornito dalla Fondazione Fossoli.

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