“Lavoro alla Goldoni ma la situazione è gravissima”

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Disoccupati, esodati, precari, cassintegrati… la lista di coloro che non avevano alcun motivo di festeggiare il 1° maggio continua ad allungarsi drammaticamente. Anche nella nostra città infatti, sono sempre più numerose le persone che un lavoro non ce l’hanno più o che, da anni, si barcamenano tra stipendi ridotti all’osso e un monte ore sempre più risicato. Tra loro c’è anche Emma (nome di invenzione), da anni dipendente della Goldoni di Migliarina, una delle realtà imprenditoriali storiche dell’Emilia e di Carpi. “Dal 2008 ad oggi, la situazione non fa che aggravarsi. Dopo un anno di cassa integrazione, la direzione ci disse che vi erano 100 esuberi. Per cercare di salvare queste persone dal licenziamento, ognuno di noi ha rinunciato a 200 euro di stipendio. Da allora siamo in regime di contratto di solidarietà ma, nonostante i pensionamenti, la direzione ha ribadito che 100 lavoratori sono nuovamente a rischio”. Emma deve fare affidamento solo sulle proprie forze: “guadagno mille euro al mese – prosegue – ed è dura. Quando arrivano delle bollette salate spesso arrivo a fine mese con l’acqua alla gola”. Da gennaio a oggi, Emma ha lavorato “20 giorni in azienda. La situazione è davvero preoccupante. Durante le assemblee sindacali ci è stato detto che la Goldoni, pur navigando in cattive acque, non rischia la chiusura, ma la sorte di molti di noi è appesa a un filo. Siamo alla frutta. E di certo non possiamo decurtarci ulteriormente le buste paga, sarebbe troppo gravoso”. A febbraio la direzione dell’azienda di Migliarina aveva manifestato la volontà di fronteggiare la crisi andando alla conquista di un mercato in espansione come la ex Jugoslavia: “ci internazionalizziamo ma non delocalizziamo”, aveva annunciato. Evidentemente qualcosa è andato storto rispetto ai programmi, come conferma anche Emma: “le commesse sono poche e insufficienti per risanare la situazione”. Nel mare magnum di questa crisi durissima, speriamo che la Goldoni – e non solo – ritrovi la giusta rotta per il bene dei lavoratori e del tessuto economico della nostra città.
Jessica Bianchi

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