Il mattone è duro a morire…

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Le origini di Abita Vegher risalgono al 1950: in un piccolo laboratorio in Val di Non, in Trentino Alto Adige, Emilio Vegher si dedica all’arte della lavorazione del metallo. Con la collaborazione del figlio Sergio l’attività cresce e i manufatti assumono il volto di grandi opere in acciaio. Nel 1989, dalla collaborazione tra Sergio e la moglie Michela, che ha vissuto il terremoto del Friuli, la piccola carpenteria diventa una società all’avanguardia dove si progettano e si costruiscono case ad alto risparmio energetico con proprietà antisismiche. “Trovare delle istituzioni – commenta Sergio Vegher – che non tutelano i cittadini consigliandoli o  mettendoli a conoscenza del fatto che il settore edile non è fatto solo di mattoni e cemento, mi sconforta moltissimo. Il silenzio delle istituzioni – di fronte a tante famiglie giovani che vorrebbero realizzare la propria casa, le quali si vedono negare il mutuo dalle banche – è davvero vergognoso”. Non ha peli sulla lingua il trentino Sergio Vegher che, malgrado numerosi contatti con l’Emilia terremotata, non ha ancora realizzato alcunché. Troppe, nella nostra terra, le lobby legate a cemento e mattoni.
Passati i primi istanti di panico in cui tutti volevano case in legno, ora tutti optano per cemento e mattoni. 
“L’errore non è dei terremotati bensì dei tanti tecnici fossilizzati solo sul cemento e mattoni. Una miopia che impedisce loro di valutare altri sistemi costruttivi più sicuri. Potrà sembrare strano che un produttore come me dica queste cose sui tecnici, ovvero i nostri primi referenti, ma è terribile che le persone si fidino di parole e rassicurazioni tese unicamente a salvaguardare cemento e mattoni, quando i fatti dicono il contrario. Basta guardare cosa è accaduto nelle vostre terre per rendersi conto che qualcosa non quadra”. 
Quali soluzioni abitative proponete?
“La struttura portante, ancorata con delle piastre cementate nelle fondazioni, è in acciaio, materiale ineguagliabile per quanto riguarda l’antisismica e la durata centenaria senza alcuna manutenzione. Per ottenere una casa antisismica però, occorre prestare una cura particolare anche ai tamponamenti che, in caso di terremoto, non si devono staccare, nè frantumare, mentre le colonne portanti si muovono. Per ottenere tale stabilità applichiamo esternamente, mediante centinaia di viti zincate, un pannello di OSB marino che crea un naturale taglio termico tra l’acciaio e l’esterno, dove si applica il cappotto termico e consigliamo di rivestire internamente le pareti perimetrali con cartongesso: questi materiali infatti, oltre a essere leggeri non si frantumano cadendo.  Le nostre solette normalmente sono in acciaio e hanno dieci centimetri di cemento unito a ferro di armatura ben inserito su nostro brevetto, ma per chi volesse si possono fare anche in legno, seppure con qualche accortezza dal momento che le viti, con il movimento, tendono a mangiare il legno, allargando il foro. La copertura della casa invece è in acciaio, il quale potrà essere rivestito in legno lamellare nelle parti sporgenti, per una questione estetica e, soprattutto, di risparmio energetico”.
Qual è la differenza tra le vostre costruzioni e quelle interamente in legno?
“La prima differenza è che la nostra struttura portante non brucia mai. Sono praticamente ignifughe e non propagano l’incendio. Nelle vostre città molti stanno proponendo case in legno ignifughe Rei Centoventi: in realtà, o sono ignifughe – e il legno non lo è – o sono Rei Centoventi ovvero resistono per 120 minuti protette dal cartongesso prima di bruciare. Fandonie belle e buone basti pensate che qui in Trentino, ogni settimana in inverno bruciano case o mansarde in legno… Il problema degli incendi da corto circuiti è reale nelle case in legno: quelle fatte bene dovrebbero avere un’intercapedine in cartongesso che separa il legno dai cavi elettrici, ma ciò aumenta notevolmente i costi.
Nelle nostre l’incendio non aggredirà mai la struttura portante nè i materiali che la compongono essendo tutti ignifughi. L’unico materiale inserito è un pannello esterno in OSB marino, talmente isolato dalla lana minerale che il fuoco non ci arriverà, mai. Un’altra differenza è la straordinaria durata in caso di umidità: le nostre costruzioni infatti non temono la pioggia diretta sulle pareti, nè l’umidità della pianura o, peggio, le piccole perdite a goccia all’interno delle pareti. Altra differenza non sottovalutabile è l’antisismicità: l’acciaio è ineguagliabile, basti pensare che in America e in Giappone ci sono palazzi alti centinaia di metri in acciaio. Le nostre case poi, non sono commestibili, non verranno mai attaccate dagli insetti (in Friuli purtroppo le termiti hanno iniziato il loro pranzo nelle case di legno, esattamente come accade da tempo in America e in Canada). Nelle costruzioni Abita Vegher poi le pareti interne non sono portanti e non devono supportare il peso della soletta del primo piano. In tante case in legno invece, le pareti divisorie dei locali sono portanti e ciò non consente di apportare alcuna modifica”.
Oltre alle proprietà antisismiche quali sono i vantaggi legati al risparmio energetico?
“Le nostre case e quelle in legno sono ineguagliabili sotto questo punto di vista: certo anche le costruzioni tradizionali possono arrivare agli stessi parametri ma i costi sono molto maggiori. Per il risparmio energetico si parte dalle fondazioni, dove ogni componente ha il suo valore energetico. Noi usiamo solo materiali naturali che lasciano traspirare le pareti, rendendo la casa priva di umidità, muffe, materiali atossici o allergici ma, soprattutto, senza chimica”. 
Quanto dura una casa con la struttura portante in acciaio rispetto a una di legno o in cemento e mattoni?
“Gli esperti in una trasmissione televisiva della Rai hanno detto che, mediamente, una casa in legno dura 70 anni, una in cemento – terremoto a parte – 250/300 anni e una casa in acciaio dai  400 ai 450 anni. Una casa in legno dev’essere rifatta sei volte per arrivare alla durata di una delle nostre”.
State incontrando ostacoli o resistenze in Emilia?
“Contatti con l’Emilia ne abbiamo avuti, finora però non abbiamo realizzato alcuna costruzione. Sono pochi i tecnici in grado di consigliare come dev’essere una casa antisismica, che sappiano spiegare la differenza tra un materiale e l’altro e che mastichino davvero di risparmio energetico. Soprattutto sono pochi i professionisti in grado di tagliare quel cordone ombelicale che li lega ciecamente alle imprese, pur valide, che spingono solo il mattone. Manca la voglia di imparare nuovi metodi costruttivi e la consapevolezza che in zona sismica, non si può continuare a costruire come si è sempre fatto. Invece di ragionare, molti restano fermi su case che crollano, su abitazioni piene di muffe e su case che di risparmio energetico hanno solo la certificazione cartacea. Ci sono tecnici che dicono di poter costruire una casa antisismica e a risparmio energetico di Classe A, con 1.050 euro a mq. Fandonie: i costi si aggirano tra i 1.400 e i 1600 euro a mq. Certo è più semplice credere a un tecnico del posto che a uno sconosciuto come me, anche se le nostre costruzioni sono certificate da un ente terzo al di fuori delle parti”.
Quali sono i vostri costi?
“Un chiavi in mano di un condominio arriva a 1.050 euro a mq, per una casa si va dai 1.250 ai 1.400 euro. Volendo forniamo anche solo il grezzo avanzato, ovvero l’esterno finito che va dai 350 ai 750 euro, per gli interni chi compera può dotarsi di artigiani di propria conoscenza. Una casa dev’essere scelta con convinzione. Una casa non è come un paio di scarpe che se non va bene si può buttare, una casa deve durare per generazioni e non si può certo comperare su un catalogo”.
Per info: www.abitavegher.com
Jessica Bianchi

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