Lo scettro va a Novi col 73,8%

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La raccolta differenziata nel modenese nei primi sei mesi del 2012 ha raggiunto la quota del 55,1 per cento: in pratica su un totale di 214mila tonnellate di rifiuti prodotte, 118mila sono state raccolte in modo differenziato. Nel 2011 il dato complessivo aveva raggiunto il 54,6 per cento; 52,1 nel 2010, mentre nel 2009 era a 50,9 per cento.
I dati scaturiscono dalle elaborazioni condotte dall’Osservatorio provinciale rifiuti in base alle informazioni fornite da Comuni e dai gestori del servizio Aimag, Geovest ed Hera.
“La crescita è costante – ha sottolineato Stefano Vaccari, assessore all’Ambiente della Provincia di Modena – verso l’obiettivo strategico del 65 per cento previsto dalle norme nazionali”.
Tra i Comuni più “ricicloni” del primo semestre 2012 al primo posto Novi con il 73,8 per cento, al secondo Campogalliano con il 71,6 e al terzo S.Cesario sul Panaro con il 71,2 per cento; seguono diversi Comuni oltre il 60 per cento come Soliera (68,6), Bastiglia (65,2), Bomporto (64,3), poi Nonantola (62,8), Maranello (61,5), Carpi (60,9) Sassuolo (60,6) e Castelvetro (60,2). Modena raggiunge quota 52,6 per cento.
L’Osservatorio provinciale rifiuti ha pubblicato anche i dati definitivi relativi al 2011: sia per quanto riguarda la raccolta differenziata che per le diverse modalità di trattamento, smaltimento e destinazione dei rifiuti.
Complessivamente i modenesi nel 2011 hanno “prodotto” 454.078 tonnellate di rifiuti urbani, oltre 10mila in meno rispetto al 2010 e mille in più rispetto al 2009 quando la produzione era calata anche a causa della crisi; in pratica ogni modenese produce ogni anno 644 chili di spazzatura. Di questi rifiuti oltre 248mila tonnellate, pari al 54,6 per cento, sono state raccolte in modo differenziato (352 chili per abitante).
Ma come vengono gestiti i rifiuti nel modenese? Delle oltre 205mila tonnellate raccolte in modo indifferenziato, circa 125mila tonnellate (pari al 27,6 per cento del totale dei rifiuti urbani prodotti) finiscono al termovalorizzatore di Modena, circa 16mila tonnellate (pari al 3,5 per cento del totale) all’impianto di selezione e biostabilizzazione di Carpi e il resto, circa 64mila tonnellate (pari al 14,2 per cento del totale) finisce in discarica.
Della raccolta differenziata solo lo 0,4 per cento (1.700 tonnellate) viene avviato a impianti di smaltimento poiché non riciclabile, il resto è avviato al recupero.
Per quanto riguarda la composizione della differenziata il 22,4 per cento è costituita da carta e cartone, il 18,8 da sfalci e potature, il 16,5 per cento dalla frazione organica, quasi il 10 per cento da vetro e lattine, quasi il 9 per cento da legno, il 6,8 dalla plastica, il 6,7 per cento da inerti, poi ingombranti, pneumatici, metalli, abiti e prodotti tessili e rifiuti elettronici ed elettrici (Raee).

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