Anticasta e liberisti, ecco i Giannino-boys

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Barbara Lazzaretti, 37 anni, di Correggio è la coordinatrice regionale di Fermare il declino, il movimento fondato da Oscar Giannino. Laureata in Economia, svolge attività imprenditoriale nell’aziendadi famiglia ed è consulente aziendale: quella con Giannino è la sua prima esperienza politica.
Che cosa ha fatto scattare la molla?
“Tutto è iniziato il 28 luglio quando è uscito il manifesto Fermare il declino e in quei dieci punti io ho individuato anche la mia sfida personale, di imprenditrice. Il nostro Paese versa in una tragica condizione e va sempre peggio: nei dieci punti ho visto quella concretezza e quella pragmaticità, indispensabili per tradurre le enunciazioni politiche in realtà. La crescente adesione al movimento ha trasformato il moto d’entusiasmo iniziale in vero e proprio impegno”.
Oscar Giannino si è ritagliato uno spazio alle prossime elezioni politiche. Chi sono i vostri potenziali elettori?
“Puntiamo a far conoscere le nostre idee al maggior numero di persone, attirando il consenso di tutte le classi sociali partendo dall’idea di voler ristrutturare completamente il nostro Paese perché il beneficio ricadrebbe su tutti. Chi aderisce a Fermare il declino fa un grido di protesta supportato da quelle che sono, a mio parere, enunciazioni pratiche e concrete che si traducono in soluzioni ai problemi”.
Il movimento ha fatto breccia sopratutto tra il popolo delle partite iva, dei professionisti e delle piccole imprese. C’è qualcosa che Giannino ha saputo dire meglio di altri?
“Oscar Giannino ha un’esperienza di consulenza aziendale e ha ben chiare le problematiche delle piccole e medie imprese italiane che oggi stanno veramente soffrendo”.
Giannino ha detto che non si candiderà personalmente (“fossi scemo”) evitando così il rischio di un eccessivo personalismo ma come è organizzato un movimento che nasce sull’onda della protesta?
“Il movimento si basa sostanzialmente sul criterio della meritocrazia: si accettano candidature dal basso dalle quali sono esclusi coloro che militano in altri partiti. Accettiamo solo persone pure, raccoglieremo le firme e faremo le liste in modo del tutto democratico”.
Chi è il vostro principale antagonista? Chi temete di più?
“Secondo me, Fermare il declino si colloca trasversalmente: io non vedo un antagonista perché tutta la classe politica italiana è fallita. I Grillini potrebbero catturare elettori in grado di condividere il nostro manifesto, ma là c’è solo distruzione mentre noi puntiamo alla ricostruzione”.

Paolo Battini, 48 anni, carpigiano, imprenditore, è il coordinatore di Fermare il declino Piazza Martiri (www.facebook.com/groups/fermareildeclinocarpi – mail: fidcarpi.piazzamartiri@gmail.com), il comitato nato a Carpi per promuovere il movimento fondato da Oscar Giannino. Si tratta per lui di un vero e proprio battesimo perché è alla sua prima esperienza in politica: così vuole il movimento dal quale sono esclusi coloro che militano nei partiti politici tradizionali, ovvero quelli che il movimento vuole rovesciare. Battini è di quelli che hanno aderito al manifesto sin dall’inizio, dal 28 luglio, dimostrando grande fiducia nei fondatori e nelle loro idee. “L’attuale classe dirigente politica non ha più niente da dire nè da dare – spiega Battini – e occorre rovesciare la concezione di politica perchè non deve essere più al servizio dei partiti bensì al servizio della gente”. Per questo è nato anche a Carpi, così come a Modena e a Sassuolo, il comitato Fermare il declino Piazza Martiri: per promuovere le idee del manifesto: limitazione del numero di mandati, stop al finanziamento pubblico dei partiti, eliminazione di ogni conflitto d’interesse e massicce iniezioni di liberismo, cioè meno tasse e meno Stato (www.fermareildeclino.it).
“Coerente con lo spirito del movimento – aggiunge Battini – è la scelta di coinvolgere aderenti ed elettori costruendo dal basso il consenso. Il movimento è trasversale e la proposta universale. L’ostracismo a cui ci costringono i media nazionali ci impone l’utilizzo massiccio di Internet che per noi rappresenta il veicolo più importante ma si tratta di uno strumento di cui non usufruiscono certo gli anziani. Comunque non ci sono barriere: può aderire chiunque, di qualsiasi ceto sociale o età”.
Per Battini, Giannino ha colto nel segno “quando ha detto alla gente che non è più possibile andare avanti con questa pressione fiscale che penalizza le imprese e i dipendenti”. Tra i dieci punti fondamentali del manifesto, il secondo riguarda la riduzione della spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del PIL nell’arco di 5 anni, mentre il terzo riguarda la riduzione della pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni.
“Il beneficio ricadrebbe su tutta la popolazione perchè i dipendenti si ritroverebbero con più soldi e gli imprenditori con meno costi e meno tasse. Oggi ne inventano una nuova ogni cinque minuti e gli impiegati lavorano più per lo Stato che per l’azienda”.
A livello locale, il comitato si sta organizzando per raccogliere firme e per far conoscere il movimento alla gente con un’azione capillare: “in questo Paese – aggiunge Battini – c’è tanto da fare, c’è da ribaltare un sistema di burocrati e non solo per protesta, come fanno i Grillini, ma per restituire alla politica il suo valore attraverso nuove proposte, quelle dei dieci punti del manifesto”.
Per il coordinatore carpigiano l’antagonista vero è l’astensionismo che potrebbe sfiorare il 50%, “ma non andando a votare si dà carta bianca alle persone che oggi sono in Parlamento garantendo loro lo status quo”.

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