A Sidney per sognare ancora

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La 23enne carpigiana Sara Cavicchioli da settembre vive a Sidney, in Australia, uno dei pochi Paesi a non essere stato sfiorato dalla crisi e dove per i giovani ci sono ancora ottime prospettive per il futuro.
Quando e perchè hai deciso di partire alla volta di Sydney?
“Ho deciso di partire quattro mesi dopo essermi laureata in Marketing e Organizzazione d’Impresa, per migliorare la mia conoscenza della lingua inglese. Sono arrivata a Sydney il 19 settembre e resterò qui fino all’8 marzo, causa scadenza del visto. Sto studiando presso l’EF International School, dove sto imparando molto e conoscendo persone provenienti da diverse parti del mondo”.
Quali sono le principali differenze nello stile di vita tra italiani e australiani?
“Lo stile di vita a Sydney è molto diverso da quello di qualsiasi metropoli europea. Infatti, pur essendo una delle città più industrializzate dell’Australia, a Sydney è facile rilassarsi, andando al mare, che dista solo 20 minuti dal centro. Inoltre, le persone sono molto cordiali. Rimango ancora piacevolmente sorpresa dalle due chiacchiere che si fanno mentre si aspetta il bus (sempre puntuale e persino in anticipo a volte), così come apprezzo l’usanza di salutare l’autista quando si scende. Qui le persone interagiscono e sentono il bisogno di aiutarti qualora dovessero vederti in difficoltà. Inoltre, in generale, la popolazione di Sydney è molto sportiva e, a qualsiasi ora del giorno e della notte, capita di notare persone che corrono per la città”.
Come vivono i giovani? Con quali opportunità di studio e soprattutto di lavoro? Vengono valorizzati merito e dedizione?
“I giovani hanno le porte aperte per qualsiasi attività e carriera vogliano intraprendere. E’ molto facile trovare lavoro e qui il problema della disoccupazione non esiste affatto. Si tratta ancora di una realtà in forte crescita che offre a tutti una possibilità per il futuro. E’ talmente elevata la probabilità di vedere rapidamente realizzate le proprie ambizioni lavorative, che sono pochi i giovani che scelgono di iscriversi all’università che, peraltro, è molto costosa. L’istruzione universitaria offre un’eccellente formazione, che acquisisce ulteriore valore in virtù del fatto che i laureati sono molto pochi. In pratica, la situazione rispetto all’Italia è ribaltata: da noi ci sono tanti laureati, molti dei quali brillanti e volenterosi, che purtroppo si trovano a dover fare i conti con una drammatica situazione lavorativa, mentre in Australia è l’opposto, ci sono pochi laureati ma tante opportunità di lavoro”.
La crisi non viene percepita dagli australiani?
“La crisi non si sente affatto, sembra di vivere nell’Italia di 15 anni fa. Regna il benessere generale, le famiglie hanno in media tre o quattro bambini, possono permettersi di andare in vacanza verso mete costose anche per tre o quattro settimane, i negozi e i ristoranti sono sempre affollati e le persone in giro per la città sono sempre felici. Un’amica mi ha raccontato che la famiglia australiana dove soggiorna non è nemmeno a conoscenza della crisi in Europa! Mi sono recata anche a Canberra, la capitale, e ho visitato il Parlamento. La guida ci ha spiegato che lì i parlamentari sono soltanto 120, mentre da noi sono otto volte tanto”.
E volendo spezzare una lancia a favore dell’Italia?
“Per il momento l’assistenza sanitaria. Qui le cure mediche hanno costi davvero onerosi”.
Progetti per il futuro? Ritieni che l’Italia possa ancora essere un Paese per giovani, nonostante la disoccupazione dilagante, la precarietà e l’incerto futuro politico?
“Sul mio futuro non posso ancora esprimermi con certezza, ma la mia terra rimane l’Italia e, quindi, per il momento ho intenzione di tornare e cercare lavoro nel mio Paese. Credo che l’Italia, nonostante tutto, possa offrire ancora delle opportunità ai giovani. Occorre però saper cercare bene, non abbattersi e avere una qualifica specifica”.
Chiara Sorrentino

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