Il caso di Palazzo Paltrinieri a Striscia la Notizia

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Striscia la notizia, una delle trasmissioni preferite dagli italiani, ha raccolto l’invito del 34enne Alessio Bondi, proprietario dello storico Palazzo Paltrinieri in centro a Cavezzo, abbattuto senza dare alcun preavviso né a lui né agli altri membri della sua famiglia, lo scorso 8 giugno. Alessio, che lavora nella filiale di Banca San Geminiano e San Prospero di via Berengario a Carpi, dopo essere stato intervistato da noi, a settembre, in merito agli sviluppi del caso, per il quale è in corso un’indagine della Procura, ha parlato al microfono di Moreno Morello nell’ambito del popolare programma di Antonio Ricci. Le telecamere del noto tg satirico di Canale 5 sono approdate nelle zone più colpite dalle scosse del 20 e del 29 maggio, e si sono fermate anche a Cavezzo per riprendere quel che resta di Palazzo Paltrinieri, uno dei simboli della città, demolito senza evidente motivo, e soprattutto senza nemmeno informare i proprietari. Insieme ad Alessio, hanno parlato la madre, Rosaria Paltrinieri, e la cugina Alice Calanca, vittime a loro volta dell’accaduto. “Attualmente – hanno spiegato Alessio e Rosaria – le macerie della nostra casa sono ancora là, esposte alle intemperie e agli sciacalli. Siamo in attesa che la Regione provveda al loro recupero secondo la normativa per i beni vincolati, così come è stato stabilito”. “Io, mio marito e l’altro mio figlio – ha proseguito Rosaria – in seguito all’improvvisa demolizione della nostra casa, ci siamo trasferiti a Modena, e abbiamo dovuto sostenere da soli considerevoli spese: l’acquisto di abbigliamento, elettrodomestici, e tutto il necessario per le normali abitudini quotidiane, dal momento che non ci è stata data la possibilità di trarre in salvo nulla prima dell’abbattimento. La nostra casa è stata buttata giù a colpi di gru a nostra insaputa, e mentre ci trovavamo fuori città. Lo abbiamo scoperto dalla telefonata di una nostra amica. Ogni volta che passo davanti ai resti della nostra abitazione, cerco di disseppellire qualcosa. L’altro giorno sono riuscita a tirare fuori dai cumuli di mattoni, il mio montone, ma è sempre uno strazio rovistare tra le macerie di quella che era la nostra amata casa, e che non è stata abbattuta dalla violenza del terremoto, bensì dalla violenza umana. Analisi di laboratorio sui pezzi di muro rimasti hanno infatti dimostrato che Palazzo Paltrinieri non sarebbe crollato, in quanto costruito con materiale di ottima qualità. Il mattone era pieno, la malta eccellente, e vi erano incatenamenti solidi e ancora integri. In ogni caso, l’indagine è ancora in corso, e spero che presto si riesca a fare un po’ di luce sull’accaduto”.
Chiara Sorrentino

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