Dopo il terremoto: tra ricordi e desideri

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Presentato anche nella nostra città il progetto Dopo il terremoto – Ricordi e Desideri promosso da Zurich a favore delle scuole terremotate dell’Emilia. A Carpi il gruppo assicurativo ha donato alla Scuola Primaria Manfredo Fanti un’aula digitale 2.0 – ovvero 20 tablet, 1 notebook per il docente, 1 custodia per il notebook a parete, 1 carrello porta tablet e 1 Lim, Lavagna Interattiva Multimediale – e ha lanciato un concorso creativo nel quale gli alunni possono raccontare un ricordo o un desiderio legati all’esperienza del sisma, liberando la propria fantasia ed elaborando la difficile esperienza vissuta. “Nonostante la casa madre di Zurich sia in Svizzera, – ha commentato Camillo Candia, amministratore delegato di Zurich – il gruppo ha una presenza solida in Emilia Romagna, con agenti, collaboratori e clienti che abitano in queste zone. Ci è quindi sembrato naturale dare un piccolo contributo. E per fare qualcosa di più ampio respiro ma, al tempo stesso, radicato al territorio, abbiamo voluto affiancare a una prima donazione, fatta direttamente alla Regione subito dopo il sisma, un progetto ad hoc che parte dal terremoto per guardare al futuro con fiducia. In questo senso vanno lette la donazione di due aule virtuali, a Carpi e a Renazzo di Cento, a due scuole primarie, dal momento che per noi il tema delle nuove tecnologie è fondamentale, e il concorso creativo aperto a tutte le scuole dei paesi colpiti dal sisma. Ci auguriamo così che questo prezioso patrimonio collettivo di esperienze ed emozioni non vada disperso, ma anzi possa tradursi in un importante momento di crescita e vicinanza non solo per i bambini coinvolti, ma anche per i loro insegnanti e le loro famiglie”. Un progetto che, come ha ribadito anche Francesco Moneta di Zurich, è un esempio virtuoso di “collaborazione tra pubblico e privato”, soprattutto in questo momento di grave difficoltà per gli Enti Pubblici. Enti che, come ha ribadito Silvia Menabue, responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale, dopo il sisma, sono stati animati da una volontà comune: dare la priorità alla scuola, poiché “intorno a essa si costruiscono intere comunità. La collaborazione di tutti i soggetti istituzionali e non è stata fondamentale per vincere una sfida che appariva persa in partenza, ovvero riportare i bambini delle quattro province terremotate in classe nonostante molti edifici scolastici fossero stati gravemente lesionati. Oggi siamo felici di aver fatto quella scelta poichè l’avvio di anno scolastico è stato in larga parte regolare e, laddove, vi sono ancora cantieri e i moduli temporanei non sono ancora stati consegnati, in assenza di aule, si sta comunque facendo lezione fuori. Tali esperienze rappresentano dei veri e propri cantieri di innovazione metodologica dal punto di vista didattico, innovazione nella quale crediamo profondamente, anche per quanto riguarda le nuove dotazioni tecnologiche. I nostri ragazzi sono dei nativi digitali, impiegare sempre maggiormente gli strumenti multimediali a nostra disposizione è fondamentale per migliorare la qualità dell’offerta formativa, offrire nuovi stimoli e, al contempo, facilitare i ragazzi affetti da disturbi specifici di apprendimento”. La dotazione d’aula fornita da Zurich alle Manfredo Fanti, attualmente in container, si colloca quindi nel quadro tracciato dal Piano nazionale scuola digitale del Ministero dell’Istruzione: “fornendo la scuola primaria di tecnologie all’avanguardia – conclude Menabue – si coglie l’occasione della ricostruzione per ripensare e migliorare l’offerta, guardando al futuro con maggiore fiducia”. Tornare alla normalità senza l’intervento dei privati sarebbe stato ancor più difficile. Così si è espresso il sindaco di Carpi, Enrico Campedelli. “Il carico per noi emiliani, in questo caso, – ha commentato – è stato ben più pesante di quanto fosse possibile affrontare da soli e l’intervento di altri soggetti è stato vitale per sostenere la ripresa dei nostri territori. Dopo la botta che abbiamo ricevuto ora dobbiamo ripartire, con la speranza che il Governo faccia quanto promesso e molto di più. Il nostro Comune, solo per la prima emergenza, ha già speso 11 milioni di euro, in cassa ne è rientrato solo uno! La nostra Regione ha danni per oltre 12 miliardi di euro (19 milioni i danni riportati dalla nostra città), lo Stato ce ne garantisce solo 9, non sono sufficienti. Il Governo deve capire che se vuole davvero rifar decollare l’economia del Paese è proprio dai nostri territori che deve partire, perchè si produce il 2% del Pil nazionale e le nostre imprese, ogni anno, gli versano oltre 6 miliardi di tasse! Non siamo figli di un Dio minore”, non esistono terremoti di Serie A e altri di Serie B. “Non possono essere applicati due pesi e due misure”.
Jessica Bianchi

Disegnare la paura

Il concorso Dopo il terremoto – Ricordi e Desideri promosso da Zurich è finalizzato a stimolare la fantasia e l’immaginazione dei bambini, favorendone il personale modo di esprimersi, di conoscere e sperimentare, partendo dall’esperienza vissuta in occasione del terremoto. A raccontarci con quale spirito i bambini delle Fanti sono rientrati in classe sono le due docenti, referenti del progetto, Marcella Torro e Angela Pezzillo. “I bambini – racconta Marcella – stanno vivendo con un sufficiente grado di tranquillità il rientro a scuola, grazie alle famiglie e anche al lavoro che abbiamo fatto noi insegnanti per aiutarli (rievocando i momenti del sisma) a superare il disagio psicologico e la paura. Ora, anche attraverso questo progetto, stiamo lavorando sugli aspetti positivi emersi durante l’emergenza legata al terremoto. Alcuni bimbi che hanno vissuto l’esperienza delle tende ad esempio, hanno ricordato i momenti felici trascorsi insieme agli educatori, altri hanno rievocato la gioia di poter giocare, tutti insieme, per le strade. Attraverso il disegno molti di loro sono riusciti a liberare quelle emozioni che, con le parole, non riuscivano a esprimere pienamente”. “Molti – continua Angela – riportando quello che hanno sentito in famiglia attribuiscono la colpa del terremoto al gassificatore di Rivara, altri hanno disegnato prati verdi rendendo palpabile la loro ritrovata serenità e altri ancora hanno manifestato il desiderio di poter socializzare nuovamente come durante i mesi passati in tenda. Al contrario, c’è chi, per esorcizzare la paura, si è disegnato sotto il tavolo, al momento della scossa e, infine, chi ha semplicemente lasciato l’impronta della propria mano”.

“La situazione è tranquilla”

“Finalmente – spiega Maria Cleofe Filippi, assessore alle politiche scolastiche del Comune di Carpi – la situazione è tranquilla, tutti i ragazzi sono oggi in condizione di svolgere regolarmente e a tempo pieno tutte le attività curriculari ed extra curriculari anche se permangono soluzioni temporanee come i moduli o, nel caso di Budrione, il trasferimento dentro le Scuole Saltini. Nei giorni scorsi ci è comunque arrivata l’autorizzazione per avviare il cantiere nella scuola frazionale e a breve partirà la gara e la conseguente assegnazione dei lavori. I moduli che oggi ospitano la Scuola Manfredo Fanti speriamo possano essere sgomberati a Natale, quando i lavori nella sede centrale – Castelvecchio – dovrebbero terminare”.

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